La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. […] Nel nostro mondo di individualismo rampante, le relazioni presentano i loro pro e contro. Vacillano costantemente tra un dolce sogno e un orribile incubo, e nessuno può mai dire quando l’uno si trasforma nell’altro. Zigmunt Bauman

La solitudine ha un ruolo chiave nella vita di tutti noi. È quella che ci insegna a dire Io ed è quella che ci fa temere di dire Io e ritrovarsi isolati. È quella che permette la riflessione e la pausa e che suscita il desiderio dell’incontro intimo con noi stessi. Senza una buona dose di solitudine non saremmo diventati chi siamo ma, ciononostante, la solitudine non gode di buona fama. E, soprattutto, crea un paradosso: più sappiamo stare da soli e più facciamo fatica a stare in compagnia. Come se fosse un’esperienza che si auto-alimenta.

Se nella nostra infanzia e adolescenza abbiamo imparato – volenti o nolenti – ad essere molto indipendenti è possibile che, ad un certo punto, la solitudine diventi una specie di persecuzione. Vorremmo stare in compagnia ma i riti della compagnia ci stancano, li troviamo faticosi. Oppure vorremmo stare in compagnia ma non ci accorgiamo che, anche quando siamo con gli altri, una parte di noi rimane chiusa in una sorta di bolla impercettibile, sottile come un velo eppure isolante come una pellicola di domopak.

È poi c’è la rete: l’esperienza di essere sempre in una compagnia virtuale, apparentemente diretta da noi e dai nostri interessi. Che possiamo accendere e spegnere a nostro piacimento. Questa compagnia virtuale sta cambiando la nostra psiche che è sensibile e flessibile come l’acqua. Grazie a questa compagnia virtuale sempre presente diventiamo sempre più resistenti alla solitudine relazionale e sempre più annoiati da quella fatica – unica – che ogni relazione ci chiede. Quella fatica si chiama cercare la sintonia tra errori e ripetizioni. Cercare la novità tra la consuetudine. Cercarci invece che, semplicemente, cercare. E lasciarsi sorprendere dall’incontro.

Nel meditare insieme come si fa nell’Insight Dialogue il processo messo in atto è il medesimo ma con due differenze significative. La meditazione interpersonale svela in modo decisamente più diretto la sofferenza che si associa alla vita nella relazione e nella società nel suo insieme. Gregory Kramer

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2019 Mindfulness interpersonale

Photo by Bruno van der Kraan on Unsplash

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