Raccontiamo storie, costruiamo
da frammenti della nostra vita
mappe per guidarci gli uni verso gli altri.
Facciamo collage di come
avrebbe potuto essere
se fosse stato come lo ricordiamo,
forse come pensiamo che fosse,
contando rendimenti decrescenti
man mano che passano gli anni.

Ieri sera il lago era immobile;
lungo tutto il litorale
segni luminosi di luce, come matite e
i bambini nella canoa che solcava il buio supplicavano
“Raccontaci storie spaventose.”

Le mani si trascinavano nell’acqua,
Ho detto che qualcuno che amavo è morto
che me l’aveva detto in sogno
per non essere solo, mi l’aveva detto
perché non avessi mai paura.
I bambini tacevano,
ascoltando l’acqua
leccare i lati della canoa. Pat Schneider

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