Sappiamo tutti, per esperienza diretta e indiretta, che la nostra mente vaga. E’ una consapevolezza presente. Spesso vaghiamo perché entriamo in contatto con qualcosa di sgradevole che vogliamo evitare. O con qualcosa di gradevole che vorremmo trattenere.

Abbiamo la possibilità di cogliere e investigare questo vagare.

In quell’attimo, infatti, stiamo vivendo un punto di svolta. Tra essere chi siamo e fantasticare chi vorremmo essere.

Tra rimanere e andare. Tra essere qui o altrove. Tra vivere la propria vita e prenderne un’altra a prestito.

Qui e ora abbiamo la possibilità di esplorare: (1) dove sta andando la nostra attenzione, toccare quel luogo; (2) per un momento, riconoscendone l’esistenza dentro di noi, e poi fare la scelta (3), intenzionale, di tornare al momento presente, alla realtà viva e presente del corpo, riportando l’attenzione al respiro. Pratica: Spazio di respiro di tre minuti

 

La salute emotiva può essere raggiunta solo attraverso una consapevolezza di sé e una accettazione di sé. Lottare per cambiare il proprio essere ha come conseguenza che la persona è coinvolta più profondamente nel destino che cerca di evitare. A. Lowen

© Nicoletta Cinotti 2014       Abitare il presente

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