La tendenza a dare il massimo è una sorta di malattia. A volte, scherzando tra me e me, la immagino come una specie di influenza. Un contagio che si diffonde con la frequentazione in luoghi competitivi. E, anche se può sembrare strano, tutti i luoghi sono competitivi perché la competizione è dentro di noi. Crediamo con convinzione che ci offra una specie di sicurezza e una forma di salvezza.

Io ne sono affetta fin dall’infanzia: prima perché ero la più piccola e volevo diventare grande. Poi perché non ero più la più piccola e volevo essere amata per qualcosa di speciale. Ormai riconosco i segni di questa malattia fin dagli esordi ma non sempre riesco a fermarmi in tempo. Prima di essere esaurita o stanchissima.

Rimango ingannata dalla mia curiosità: mi sembra tutto così interessante che è difficile evitare di metterci il naso. E una volta che ci ho messo il naso ci finisco dentro a capofitto, senza nemmeno avere il tempo di pensarci troppo. Allora ho inventato piccoli vaccini, qualche antidoto. Pochi trucchi da prestigiatrice. Siccome non posso andare a letto senza aver finito tutto, ho imparato a lasciare qualcosa in sospeso. Siccome la velocità mi inganna, tengo le cose nella cartella “Bozze” per un po’. Siccome la poesia mi salva, nei momenti peggiori apro un libro a caso e mi faccio curare dalle parole. Siccome la bioenergetica è saggia, ascolto la voce del corpo.

Sono convinto che molte malattie si manifestano perché la gente non può accettare il proprio esaurimento e continua così a lottare. Ho scritto che tutti i pazienti sulla via della guarigione attraversano una fase di esaurimento. In realtà diventano consapevoli del loro esaurimento quando si liberano dalla lotta nevrotica. L’esaurimento inoltre aiuta la guarigione: sentendosi esauriti non possono continuare la lotta nevrotica. Sentono il bisogno di guarire il loro spirito, rinnovare la loro energia; in altre parole di riposarsi. Questo indica il modo di trattare la resistenza rappresentata dalla volontà di vivere. Alexander Lowen

Pratica del giorno: Mindful bioenergetics

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©Manuel Acebedo: El Viajero de La Janda Litora

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