Molte delle persone che conosco e frequento sono nella mia vita da tantissimo tempo. Alcune si può dire da tutta la vita. Amici con i quali ho fatto l’elementari, oppure colleghi con i quali lavoro da sempre. Sembrerebbe che tutti i miei rapporti abbiano il marchio della stabilità. In effetti litigo malvolentieri e raramente, anche se, quando lo faccio, è davvero un atto definitivo. Come tutte le persone che litigano poco, quando litigo, litigo davvero. I litigi peggiori sono quelli silenziosi: me ne vado senza dire una parola. Sparisco: arte della sparizione imparata da piccola.

Si potrebbe pensare che sia un mio merito avere rapporti stabili. Non credo che sia così. È un po’ un caso – aver incontrato persone adatte a me – e un po’ fortuna. La dea Fortuna di cui parla Ozpetek: hai fatto arrivare qualcuno al cuore e non hai voglia di traslochi: troppo faticosi. Come diceva una mia amica, ho una visione dell’amore realista: include la possibilità di parecchie ferite.

So perché sono così stabile: perchè quando voglio bene a qualcuno la mia anima si allunga verso quella persona. Come se fosse un po’ più grande del mio corpo fisico. Una specie di nebbia affettuosa che segue i movimenti dell’altro attraverso i giorni e gli anni rendendo sfumati gli errori, attutiti i colpi, inevitabili, del rapporto.

Poi, a volte, questa nebbia si dirada e allora non posso sfuggire alla verità di quello che vedo. Credo che sia così, con poche differenze, per tutti. È per quello che è tanto doloroso lasciarsi: dobbiamo rimettere l’anima dentro, in uno spazio più piccolo di quello a cui l’avevamo abituata. Così, a volte, non è tanto perdere l’altro che ci addolora. Diventa un dolore confuso con la fatica e il disagio di rimettere in uno spazio piccolo la nostra anima. I più scrupolosi esagerano e la rinchiudono direttamente in un forziere dicendosi che, in questo modo, sarà al sicuro. In realtà gli spazi piccoli non si addicono all’anima di nessuno, nemmeno a quella dei più avari di affetto. Anche i tirchi di cuore amano largheggiare nello spazio concesso all’anima: non costa nulla e dà valore a tutto.

L’amore annebbia la vista; ma quando si dirada, puoi vedere più chiaro che mai. È come la marea che si ritira, rivelando tutto ciò che è stato trascinato e sommerso: bottiglie rotte, vecchi guanti, barattoli arrugginiti, lische di pesce, ossa. Margaret Atwood

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2019 Reparenting ourselves: genitori di sé stessi. Ritiro di mindfulness

 

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