A volte potremmo pensare che siamo inadeguati alle relazioni. Una buona dose di generalizzazione può convincerci che siamo un disastro dal punto di vista relazionale solo perché abbiamo litigato forte con qualcuno. Magari con qualcuno che amiamo perché è difficile litigare forte con gli sconosciuti. Per litigare forte ci deve essere un legame altrettanto forte.

Così potremmo buttar giù una legge a caso e dire che la prima condizione per la rabbia è il legame.

La seconda condizione per la rabbia è l’amore e la frustrazione del desiderio.

La terza condizione è una banalità. Tra le banalità rientrano i fraintendimenti, le dimenticanze, gli errori. Tutte cose di cui, se non ci fossero le condizioni precedenti, non ci accorgeremmo.

La quarta condizione è sentirsi minacciati da qualcosa che l’altro ha detto o fatto. Queste condizioni non sono in ordine cronologico: sono compresenti e fanno danni in tutte le situazioni. Ma quando litighiamo forte con qualcuno che amiamo è come se si oscurasse un pezzetto di cielo. Come se l’acqua si intorbidisse improvvisamente.

Tutto questo per dire che ho litigato con mia sorella. E che sono convinta che mia sorella, più grande di me di qualche anno, sia stata mandata sulla terra con la missione di ricordarmi i miei errori, i miei difetti e tutte le cose nelle quali sbaglio.  Le sono grata perchè compie la sua missione al meglio: vorrei solo che non si impegnasse così tanto. L’unico posto in cui ci incontriamo e non litighiamo mai è nella pratica di Metta, o gentilezza amorevole, nella quale compare sempre. A volte anche in più posizioni.

Nella pratica di Metta si parte dall’augurio rivolto a se stessi, poi alle persone che amiamo, alle persone neutre, alle persone con cui abbiamo una relazione difficile e concludiamo con un augurio rivolto a tutti i viventi. Per me è stata una pratica fondamentale per non credere che se litigo con lei vuol dire che non vado bene per nessuno (come lei insinua). Ho capito così che ci sono cerchi del cuore più facili per me e cerchi più difficili e che più si va vicini al cuore più i cerchi sono difficili (almeno per me). Comunque se non ci fosse stata lei forse non avrei questa passione a cercare di capire come mai succede che si vuol bene a qualcuno e, contemporaneamente, non lo si sopporta. In alcuni momenti arrivo anche a sentire che ho raggiunto un amore senza conflitti nei suoi confronti: è raro ma succede.

Prima che il gioco finisca ci ameremo senza litigare perché, come dice Rupi Kaur, il mio cuore brama sorelle più di ogni altra cosa.

Se non capisci come una donna possa amare teneramente sua sorella e al tempo stesso aver voglia di torcerle il collo, allora probabilmente sei figlio unico. Linda Sunshine

Pratica di mindfulness: La pratica della gentilezza (meditazione live). Oppure alle 8 su FB

© Nicoletta Cinotti 2019 Vulnerabili guerrieri

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