Sfatiamo un mito: si può desiderare. Dico sfatiamo un mito perchè, ad una lettura superficiale potremmo pensare che nella mindfulness i desideri non  siano ben visti. In effetti il desiderio in sé e per sé è un motore potente delle nostre azioni: come potremmo scegliere cosa fare se non ci fossero desideri che ci motivano?

È un motore che ha tre componenti essenziali: l’appetito, la curiosità e l’eccitazione.L’appetito offre la sensazione della mancanza e insieme alla curiosità ci permette di passare all’azione. L’eccitazione fa salire la nostra energia e ci permette di fare quel salto di crescita che spesso è legato ai desideri. Quindi, senza desideri sarebbe un problema scegliere cosa fare, programmare il prossimo passo e avere una memoria del futuro.

È vero però che spesso la mancata realizzazione di un desiderio è fonte di un dolore difficilmente consolabile: il dolore della mancanza. Il sapere cosa avremmo voluto e la consapevolezza che non possiamo averlo. Quello che Pessoa chiama, il dolore per ciò che non è stato. Un dolore che ha in sé il rischio dell’inconsolabilità perchè non possiamo cambiare il passato.

Così, ogni volta che fiorisce in noi un desiderio possiamo entrare in ansia e in conflitto, per la paura che quel desiderio ci metta di nuovo nella frustrazione. E, a volte, scegliamo la via breve del non desiderare più. È come se, per curare una ferita, ci prescrivessimo di diventare depressi. Non è una buona idea.

Lasciamo fiorire i nostri desideri. Lasciamoli chiamare a raccolta la nostra energia. Lasciamo che coltivino la nostra curiosità e il nostro appetito. Abbiamo bisogno di questa primavera e di tutta la dolcezza della sua fioritura che ci spinge proprio come il seme che spinge attraverso la terra per vedere la luce.

Non corriamo nessun pericolo se abbandoniamo le pretese. La pretesa che quello che desideriamo sia un ordine per la vita. Che quello che desideriamo debba per forza realizzarsi come ce lo siamo immaginato. Mettiamo i nostri desideri in dialogo con la realtà. questo non li renderà più poveri ma più veri.

Il dolore nasce quando non vogliamo che i nostri desideri entrino in contatto con la realtà e pretendiamo che si realizzino tutti e come vogliamo noi.

Lasciamo le pretese ai bambini.

Agli adulti restituiamo la forza del desiderare e la saggezza che sta nel lasciar fiorire quello che è possibile e accettare quello che è impossibile. Un ciliegio ha paura di fiorire?

Abbiamo paura della vita ecco perchè cerchiamo di controllarla e dominarla. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe di esercizi bioenergetici del mattino

© Nicoletta Cinotti 2018

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