Siamo geniali: abbiamo un sacco di sistemi per evitare i pericoli. Li abbiamo sperimentati nella nostra lunga storia evolutiva e su questo siamo davvero molto creativi. C’è solo un piccolo ma significativo dettaglio: facciamo confusione nel mettere a fuoco qual è il vero pericolo per noi. Così evitiamo accuratamente aspetti che faremmo, invece, molto bene ad incontrare e ci buttiamo nelle braccia di cose e relazioni che ci fanno sinceramente molto male ma che non consideriamo affatto pericolose per noi.

Questo è l’unico vero ostacolo alla nostra salute fisica e mentale: la confusione fondamentale su quello che ci fa male. Se non abbiamo chiaro che cosa vale la pena di evitare – i comportamenti non salutari – e che cosa, invece, vale la pena di coltivare – i comportamenti salutari – e lasciamo che a decidere sia il “mi piace”, “non mi piace” non possiamo che rinforzare le nostre difficoltà e impoverire le nostre vere risorse.

Il punto successivo è quello che facciamo quando incontriamo l’avversione (sentimento normale, come il disgusto biologicamente pre-determinato). Se siamo devoti all’avversione tutte le volte che la proviamo smettiamo di fare qualcosa, indipendentemente dal fatto che ci faccia bene. Se siamo devoti alla salute andiamo oltre questo sentimento reattivo e primitivo e accettiamo il fatto che, qualche volta (e neanche tanto raramente) il nostro istinto è primordiale e obsoleto. In area psicologica questo è un “must to do”: le difese ci fanno evitare esattamente quello che abbiamo bisogno di incontrare perché abbiamo paura del dolore. Di rivivere un dolore del passato. Dimentichiamo così che questo evitamento congela quel dolore e non lo lascia andare. Che tutta la nostra avversione è il più grande ostacolo al lasciar andare.

Quindi siamo come una persona che, nel corso della sua vita, ha sempre più strade che deve evitare. Alla fine è costretto a rimanere chiuso in casa perchè non ci sono più luoghi da percorrere. Spero proprio che non sia il tuo caso. In fondo l’autunno arriva proprio per questo: per ricordarci di lasciar andare.

Lasciò andare.
Senza un pensiero o una parola, lasciò andare.
Lasciò andare la paura.
Lasciò andare i giudizi.
Lasciò andare la confusione di opinioni che sciamavano nella sua testa.
Lasciò andare l’indecisione e tutte le ragioni “giuste”.Totalmente e completamente,senza esitazione o preoccupazione,
Ha lasciato andare senza chiedere consigli.
Non ha letto un libro su come lasciare andare …non ha cercato nelle Scritture.
Ha lasciato andare semplicemente. Ha lasciato andare tutti i ricordi che la trattenevano e l’ansia che le impediva di andare avanti. Ha lasciato andare i piani e i progetti su come le cose sarebbero state, se fossero state giuste. Rev. Safire Rose Trovi il teso completo cliccando qui
Pratica di mindfulness: Be water
© Nicoletta Cinotti Il protocollo MBCT
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