Quando siamo catturati dalle nostre storie perdiamo il contatto con la nostra esperienza attuale. Ci spingiamo nel futuro oppure ripercorriamo il passato e perdiamo l’esperienza vitale del momento presente.

È una specie di trance che peggiora man mano che attraversiamo le nostre giornate pensando che “dovremmo fare di più per andare bene” oppure che “dovremmo avere qualcosa in più per essere felici“.

Questi pensieri sono come mantra che rinforzano quella trance che ci porta a pensare che la nostra vita dovrebbe essere diversa da com’è.

Quando le cose vanno bene ci chiediamo se lo meritiamo oppure abbiamo paura che accada qualcosa di male. Prendiamo un gelato e cominciamo a calcolare quante calorie possiamo mangiare senza sentirsi troppo in colpa o senza ingrassare.

Siamo in un bellissimo panorama e ci preoccupiamo di quello che dovremmo fare.

Quando meditiamo sperimentiamo un meraviglioso senso di pace e immediatamente ci preoccupiamo di quanto durerà.

Il piacere diventa colorato dall’ansia di mantenere ciò che abbiamo o dalla spinta compulsiva ad ottenere di più.

Non ci sono soluzioni: c’è la possibilità di una accettazione radicale. Le due parti di una autentica accettazione – vedere con chiarezza e contenere la nostra esperienza con compassione – sono interdipendenti come le due ali di un grande uccello. Insieme ci rendono liberi e ci permettono di volare.

Tara Brach

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