A volte incontro persone che hanno una storia difficile alle spalle: hanno fretta di lasciarla andare e vengono da me con l’intenzione più forte del mondo: riparare le ferite per andare avanti. Non importa quanto sono state profonde le loro ferite, non importa quanto dolore hanno alle spalle: sono dei turbo pronti a ripartire.

Altre volte arrivano persone che non hanno avuto grandi drammi: hanno avuto genitori poco capaci, incontrato amori difficili, fallito qualche obiettivo. Non sono grandi drammi ma il segno che questi eventi hanno lasciato è più grande di quello che si potrebbe pensare. E fanno molta fatica. Fatica a cambiare, fatica a lasciar andare.

Per tanto tempo mi sono domandata cos’è che fa la differenza. Perché chi ha vissuto vere tragedie vuole andare avanti e chi ha avuto dei problemi fa fatica a superarli? Ci sono tante risposte possibili ma per me la più rilevante è il desiderio di rivalsa. La differenza la fa quanto vogliamo vendicarci della vita per il torto — grande o piccolo che sia — che ci ha fatto. Se il nostro desiderio di rivalsa è grande siamo costretti ad ospitare nel cuore, ogni giorno, sentimenti di ostilità. Siamo costretti a nutrirli, farli crescere fino a che non arriveremo a credere che la nostra vendetta è compiuta. Nel frattempo però avremo avuto un animale feroce nel cuore. Uno di quelli difficili da domare. Un animale che farà sentire la sua presenza in tanti momenti, anche in quelli che potevano essere i momenti migliori della nostra vita.

Ecco, chi nutre questi sentimenti nel cuore fa fatica ad essere felice. Perché ha un grande impaccio, una grande ambivalenza: accettare le cose così come sono andate — per poter essere finalmente liberi dal proprio passato — oppure punire quelli che riteniamo responsabili. Se scegliamo la strada della punizione, della rivalsa, della vendetta, il nostro cuore darà nutrimento, all’avversione e l’avversione alimenterà la nostra infelicità.

Forse alla fine avremo pareggiato i conti. Forse avremo punito “i responsabili” ma le prime vittime saremo, ancora una volta, noi. Noi che abbiamo avuto un nemico nel luogo più intimo e profondo della nostra vita.

Se guardiamo noi stessi direttamente, senza esitazione o imbarazzo, scopriamo di avere tanta forza e tante risorse che sono costantemente a disposizione. Chogyam Trungpa

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© Nicoletta Cinotti 2019 Il protocollo MBSR: coltivare la saggezza

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