Le illusioni sono strane: le costruiamo noi eppure ci fanno male come se fossero inganni fatti da altri. Di tutte le illusioni le più dolorose sono quelle legate alle persone che amiamo. “Credevo fosse amore..”direbbe Troisi. Invece era un’altra cosa. Ci siamo illusi che l’altro fosse come volevamo, ci siamo illusi che le cose sarebbero andate come volevamo. Ci siamo illusi che l’altro fosse dove l’avevamo messo.

Magari abbiamo passato anni a insegnargli che sarebbe dovuto stare proprio lì, dove noi avevamo bisogno che fosse. E invece lo trovavamo sempre da un’altra parte. Quella dove voleva stare lui o lei. Lottiamo molto prima di abbandonare le nostre illusioni amorose e poi facciamo pagare i conti a quello o quella che viene dopo. Che passava di lì per caso e che si è innamorata/o davvero. Ma noi siamo ancora feriti per prima. Poco importa se le persone sono diverse: dobbiamo pareggiare i conti e così la confusione prosegue all’infinito. Le illusioni sono contagiose come il morbillo solo che, in questo caso, non c’è vaccinazione che tenga.

Perchè la vaccinazione che avremmo bisogno di fare sarebbe quella di guardare le cose così come sono, la nostra vita così com’è. Dovremmo guardare la persona che amiamo per dov’è davvero e non per dove vorremmo che fosse. Dovremmo sentire che effetto ci fa quella verità – quella cosa nuda e cruda che ti gira dentro – e dove ci porta.

Spesso poi le illusioni d’affetto non iniziano con la nostra storia d’amore attuale. No, sarebbe troppo facile. Mettono radice nel nido antico. Quello in cui abbiamo creduto che i nostri genitori sarebbero stati perfetti. Che prima o poi la loro perfezione e il loro amore perfetto si sarebbe rivelato e saremmo stati tutti felici. Un nido antico. Un nido fatto per spiccare il volo.

Tornare nel nido dell’illusioni ci rimpicciolisce .

E rende più acuto il dolore dell’illusione e più folle continuare a crederci. Perchè la pazzia nasce dal dolore per cose davvero accadute ma la follia è la pretesa che la realtà sia come vorremmo noi.

L’idea di Amor fati espressa da Nietzche significa riconoscere e accettare le condizioni della tua vita esattamente come sono, in qualsiasi modo siano, perchè sono ciò che hai. Questo non significa che il fato sia immodificabile. Significa che proprio questo momento è il tuo fato. Ogni momento della tua vita ti offre l’opportunità per una risposta più creativa, più intelligente del momento precedente. Così amare la vita che hai, abbracciarla pienamente, può diventare una esperienza naturale giorno dopo giorno. Roger Housden

Pratica di mindfulness: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale 

Foto di ©varellisilvia

 

 

 

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