le impronte e le offeseA volte ci sono piccole parole, piccoli fatti, che lasciano in noi una grande impronta. Rimangono nella mente e ce le ripetiamo come in una continua moviola.

Sono cose dolorose: avrebbe senso procedere a dimenticare anziché a ricordare, eppure tornano. Come se, ricordandole, prendessimo potere su ciò che è avvenuto.

A volta hanno fatto male perché hanno affermato una verità scomoda su di noi, a volte una realtà scomoda dell’altro.

In ogni caso l’impronta dell’offesa è così profonda perché, da qualche parte, anziché lasciar andare, tratteniamo.

In questo trattenere abbiamo il controllo ma impediamo il fluire della vita

Le tensioni costituiscono ‘modi di tenersi’. Ci sosteniamo, ci conteniamo, ci tratteniamo, ecc. Tenersi è una forma di controllo. Tenendoci, non permettiamo che il flusso dell’eccitazione scorra naturalmente, lo controlliamo. Questo tenersi finisce per diventare inconscio.

A. Lowen “Paura di vivere”

Pratica del giorno: Meditazione camminata

@ Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e bioenergetica

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