Le mille forme del cibo. Negli ultimi anni ci siamo abituati, anche senza volerlo, a vedere mille forme di cibo: in internet, in televisione, per strada. Tanti cibi nuovi, cibi pronti, cibi veloci, merende di ogni genere, cibi esotici, cibi tradizionali, super-cibi, ecc.ecc.ecc. Mi fa sempre strano entrare in un supermercato e guardare scaffali pieni di uno stesso genere di cibo con così tante declinazioni: biscotti di ogni forma, colore, tipo, farina, farcitura, ma se pensiamo alle bevande gasate quante ne hanno inventate da 20 anni a questa parte!! Colori sempre più fosforescenti che si affiancano a nettari sempre più “naturali”. Credo che mi impressiona tanto uno scaffale di un supermercato perché non ci vado spesso, preferisco comprare il mio cibo nei mercatini degli agricoltori, dal pescivendolo e dal panettiere.

Un’altra cosa che mi impressiona molto è sentire parlare di cuochi, ristoranti stellati e programmi televisivi e credo che mi impressioni tanto perchè non ho la TV e quindi non sono avvezza a questo genere di discorsi. E ancora, occupandomi di cibo il mio profilo Instagram è pieno quasi esclusivamente di foto di cibi.

La settimana scorsa sono stata ad un seminario internazionale sulla Dieta Mediterranea della durata di 5 giorni. Allievi e docenti nello stesso albergo e allo stesso tavolo per 2-3 volte al giorno. Ho scoperto una popolazione che fotografa cosa ha nel piatto prima di mangiare!!!

Perché vi racconto tutto questo? Perché mi stupisce, perché osservo quante valenze ha il cibo oltre alla sua funzione primaria. Ma quello su cui mi fa piacere riflettere oggi è proprio la sua funzione primaria,  la sua essenza e la sua essenzialità. E’ un mio tarlo. Ho intrapreso la mia formazione di nutrizionista perché volevo occuparmi del cibo in quanto essenziale. Cosa c’è di più essenziale del cibo? Chiedetelo ad una persona molto povera che magari vive nel continente nero o indiano.

E allora, riportiamo l’attenzione, anche per pochi minuti al giorno, anche mangiando solo i primi bocconi della pietanza che si trova nel nostro piatto, all’essenzialità del cibo e alla nostra relazione con esso. Quanto è intima? Quanto è essenziale? Quanto ci nutre?

Non ho risposte. Ognuno può scoprire le proprie.

Paola Iaccarino Idelson

Se questo articolo ha suscitato la tua curiosità forse ti interessa il percorso intensivo di MIndful Eating che parte Sabato 19 Ottobre a Genova.

Mindful Eating percorso intensivo

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