Stanotte ho fatto un sonno insolitamente lungo. Uno di quei sonni che in genere sono domenicali.e che arriva dopo notti in cui mi giravo e rigiravo nel letto senza trovare davvero sonno e riposo. Sono le notti del dubbio, quelle in cui sento che devo prendere decisioni e assumere responsabilità. A volte decisioni che mi riguardano, a volte decisioni che coinvolgono anche altri.

Questa settimana ho annullato gli incontri di gruppo del protocollo MBSR. Pulito le mani di ogni persona che entrava nello studio con un detergente alcolico e disinfettato ogni volta i braccioli della poltrona. Ma non è questo che mi ha permesso di dormire sonni tranquilli. Piuttosto è stato scegliere di condividere collettivamente le mie decisioni e sapere che in questo momento non ci sono scelte perfette ma solo scelte responsabili. Siamo invitati a fare scelte responsabili e perché le nostre scelte siano responsabili abbiamo bisogno di rimanere con i piedi per terra, sospendere il giudizio e decidere momento per momento cosa fare. L’ordine degli psicologi della Liguria ha mandato le norme del Ministero della salute per la cautela da attuarsi in caso di contatto diretto o indiretto con persone contagiate. Non ha mandato norme per i sani ma per chi rischia di ammalarsi. Le norme per i sani sono, come al solito, lasciate alla responsabilità individuale. Condividiamo questa responsabilità: scegliamo di non uscire se non ci sentiamo bene. Scegliamo di essere accurati nell’igiene. Scegliamo di distinguere tra paura e realtà. Scegliamo di avere fiducia senza ingenuità.

Scegliamo di essere cauti e prudenti ma non bloccati ma, soprattutto, prendiamo responsabilità personali. Questo è il tenore dei messaggi che ho ricevuto in questi giorni: persone che mi dicevano; “scelgo responsabilmente, scelgo con la mia testa”. È stato un sollevo sentire questi messaggi, “sto scegliendo responsabilmente.Non lascio solo a te il peso della responsabilità“. Non lasciamo che questa situazione ci sottragga la libertà individuale di scegliere. Magari scegliamo esattamente la stessa cosa che dice l’ordinanza regionale ma scegliamola noi. Non prendiamo la brutta abitudine rinunciare alla libertà individuale: questa è la norma per i sani. Continuiamo ad esercitare discernimento personale e responsabilità personale. Coltiviamo la nostra salute come atto di responsabilità individuale oltre che collettivo.

La passione rende nuova la vecchia medicina:
La passione elimina il ramo della stanchezza.
La passione è l’elisir che rinnova:

Come può esserci stanchezza
quando la passione è presente?

Oh, non sospirare pesantemente dalla fatica:
cerca passione, passione, passione!Mathnawi VI, 4302-4304

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2020

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