Confortare può sembrare la cosa più naturale del mondo: una delle azioni che contraddistingue la nostra umanità.

Eppure non è così spontanea nei confronti di noi stessi. Può accadere spesso che, proprio nel momento in cui siamo più in difficoltà, la nostra voce interiore ci critichi e biasimi. Per come siamo, per quello che proviamo, per come rispondiamo alle cose e al mondo. Tanto più questa incapacità di confortarsi è grave, tanto più ci troviamo in una situazione di depressione.

La depressione infatti nasce per tante ragioni esterne e per una grande ragione interna: l’incapacità a consolarsi in prima persona. È così che nasce una tristezza di vivere acuta o permanente.

Possiamo riconoscere i segnali di questa incapacità: sono la svalutazione delle nostre emozioni; la delusione conseguente ad una illusione, la difficoltà a distinguere tra pensieri ed emozioni e la difficoltà a trovare le parole per la nostra esperienza interna. La poesia, in questo senso, è una terapia fondamentale. Leggendo le poesie riprendiamo, passo dopo passo, ad avere le parole della nostra esperienza. A riconoscere l’universalità del nostro dolore e l’importanza del saperlo declinare e confortare.

Il dolore non è pericoloso: è pericolosa l’incapacità di riconoscerlo e confortarlo.Il dolore non è una malattia, ci dice, però, che qualcosa chiede di essere curato. Proprio come la febbre che è un sintomo e non una malattia. Noi invece trattiamo troppo spesso il dolore come una malattia e lo anestetizziamo con le nostre dipendenze personali: cibo, lavoro, social, fumo e così via

Così, anziché correggerci o anestetizzarci per le emozioni che proviamo, anziché punirci per la nostra vulnerabilità, perché non tornare a questo atto, primario come la nascita, il conforto che nasce dalle parole giuste. Ripetute con il ritmo del respiro, come i versi di una poesia “Che io possa accettarmi così come sono”. Questa è la frase che segna l’inizio del nostro miglioramento

La paura impedisce alla tenerezza fondamentale di entrare in noi. Quando una tenerezza colorata di malinconia tocca il nostro cuore, sappiamo di essere in contatto con la realtà. Lo sentiamo. Questo contatto è autentico, nuovo, e molto diretto. Chogyam Trungpa

Pratica di mindfulness: Rabbia e paura: una pratica

© Nicoletta Cinotti 2022 Mindfulness ed emozioni. Laboratorio di bioenergetica e self-compassion

 

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