Per molti di noi i pensieri sono una voce interiore, una voce narrante. Ci raccontano qualcosa del nostro stato d’animo, ci fanno cambiare umore, fanno distrarre o fantasticare.

Raramente ci accorgiamo che i nostri pensieri hanno un cardine attorno al quale ruotano, proprio come una porta. È quel cardine che cambia il nostro umore. È un perno comparativo che ci fa continuamente misurare la distanza tra dove siamo e dove vorremmo essere. È il nostro personale rilevatore di discrepanza tra la realtà sicura – dove vorremmo vivere – e la realtà insicura – quella dove passiamo la maggior parte della nostra vita.

Se facciamo attenzione possiamo riconoscere questo perno: sono avverbi o aggettivi comparativi (non sto scherzando, la nostra anima è molto sensibile alla grammatica!). In particolare sono coppie di paragone “Migliore o peggiore?”, “Prima o dopo?”, “dentro o fuori?” e così via. Riconoscere qual è il perno dei nostri pensieri è utile per tante ragioni. Proviamo ad elencarle.

  • Spiega improvvisi e misteriosi cambi d’umore (la nostra performance è migliore? Siamo felici. La nostra performance è peggiore?siamo tristi). Nella pratica non vuol dire molto migliore o peggiore ma sul nostro umore è come ricevere lode o biasimo.
  • Risuona nel corpo con una risposta muscolare. Voglio diventar migliore? Stringo la mandibola, serro le spalle, porto avanti la testa (solo per fare un esempio, ognuno di noi ha luoghi di risonanza diversi)
  • Costruiscono spiegazioni: Sono così perchè lui è migliore di me, peggiore di me, più simpatico, meno simpatico.
  • Poiché costruiscono giudizi interni, spesso segreti, sono insindacabili

La consapevolezza ci aiuta con questi cardini perchè trasforma la porta d’ingresso e rende il passaggio tra il chiuso dei pensieri e l’apertura della consapevolezza, più semplice. La rende più flessibile. Trasforma la porta blindata dei pensieri nella porta di un saloon: una porta dove è facile entrare e, soprattutto, è facile uscire.

Non dobbiamo scacciare i pensieri: solo prenderli per quelli che sono. I pensieri non sono fatti ma suoni prodotti dalla mente: alcuni armoniosi, altri confusi. E lo strumento, per quanto possa sembrare strano, è il nostro corpo. Cura il corpo e avrai una mente limpida e chiara.

Il vostro corpo conosce la sua ricchezza e il suo legittimo bisogno, e non permette inganno.Il corpo è l’arpa della vostra anima. Sta a voi trarne musica armoniosa o confusi suoni. Kahlil Gibran

Pratica del giorno: La classe di esercizi bioenergetici del mattino

Poesia del giorno: Qualche parola sull’anima

© Nicoletta Cinotti 2017 Il protocollo MBCT

 

 

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