La creatività è stata definita come il processo che produce qualcosa di nuovo e di utile (Graham Wallas, The Art of Thought, 1926) un processo che richiede sia libertà del pensiero che organizzazione.

In questo articolo “How to Apply Mindfulness to a Creative Process” l’autrice, Crystal Goh, che è una neuroscienziata, individua alcuni elementi che mettono in correlazione la mindfulness con la creatività. Riporto i passi salienti delle fasi del cervello creativo in una traduzione fedele ma non letterale. Per l’articolo completo rimando al link sopra.

Le quattro fasi di un cervello creativo

Il cervello è come un’orchestra, con diversi strumenti musicali che funzionano in sincronia in momenti diversi. L’equilibrio è tutto – troppo forte, troppo piano, fuori sintonia – non funziona. La chiave per ottimizzare il processo è proprio l’equilibrio tra i diversi network del cervello.

  1. Preparazione: All’inizio è necessario avere un ampio spiraglio di idee che arrivano grazie al pensiero divergente: la nascita libera di idee diverse connesse al compito creativo in essere. Il pensiero divergente emerge quando il network del controllo cognitivo è a riposo. In questa situazione il default mode network—  il sistema di realtà cerebrale —  si muove e funziona più liberamente. È il moment in cui usiamo l’immaginazione, raccogliamo le informazioni e non proviamo disagio rispetto al disordine o al vagare.
  2. Incubazione: Ad un certo punto abbiamo raccolto più idee possibili ed è il momento di cambiare modalità. Dormire, cucinare, surfare, gustarsi la vita permette al cervello di attivare l’organizzazione della memoria e di attivare la fase dell’intuizione creativa.
  3. Illuminazione: Poi arriva il momento dell’illuminazione, l’Aha! moment che è improvviso e inspiegabile. Questo è il vero momento di intuizione creativa e permette ad idee subconsce, scollegate tra di loro, di strutturarsi insieme, portandole alla nostra consapevolezza – a volte per brevi momenti – dal salience network, che cattura e riconosce queste scintille nel grande oceano dei nostri pensieri.
  4. Verifica:  Finalmente arriva l’incontro tra la realtà e le nostre idee brillanti ma nude e crude. Questa ultima fase richiede il pensiero convergente – che utilizza meno l’immaginazione e invece usa maggiormente il network del controllo cognitivo e il network dell’attenzione per una valutazione analitica alla fine di sintonizzare le nostre idee in qualcosa che sia nuovo e utile.

Crystal Goh

© www.nicolettacinotti.net 2017 Addomesticare pensieri selvatici

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