Ieri una persona mi parlava della necessità e del desiderio di sentirsi le spalle coperte, in senso letterale e metaforico. Nel nostro immaginario avere le spalle coperte significa poter contare su una solidità economica che permetta di correre rischi rimanendo al sicuro. Significa anche essere al riparo dai tradimenti e dalle delusioni. Ma perché proprio le spalle diventano la sede di tanta sicurezza? Perché nello spazio tra le scapole e, in generale, nella parte dorsale avviene il movimento dell’inspirazione. Non muoviamo solo la parte anteriore del corpo quando respiriamo ma apriamo anche quella zona e attiviamo così il movimento delle scapole e quindi delle braccia. Ogni respiro diventa, potenzialmente, un abbraccio. Un abbraccio da dietro.

A meno che quella parte, proprio per i tradimenti e i dolori vissuti – non si dice forse essere pugnalati alle spalle? – diventi spessa e callosa. proprio come i calli che abbiamo tra le mani se lavoriamo la terra. Allora uno strato di pelle spessa, immobile, apparentemente insensibile copre quella che dovrebbe essere l’attaccatura delle nostre ali, delle nostre braccia. Per renderci forti ci rendiamo insensibili e lasciamo che le spalle si accascino sul cuore o si proteggano con uno scudo di insensibilità e rigidità.

Così quando voltiamo le spalle, proprio nel momento del saluto, possiamo davvero vedere se quella persona ha le spalle coperte o le spalle ferite. Perchè, come dice Chandra Livia Candiani, un adulto di spalle ti fa vedere l’anima.

E la nostra anima non è espressa tanto dal nostro viso, attrezzato alla relazione sociale, ma dal nostro corpo e da quelle parti del corpo che portano il peso del mondo che viviamo.

Parliamo di “prenderci sulle spalle le nostre responsabilità”, “restare fermi sulle nostre posizioni” e “andare a testa alta”: sono tutte espressioni che indicano degli atteggiamenti psicologici. Sandor Rado ha ipotizzato che il linguaggio abbia avuto origine dalle sensazioni propriocettive —che equivale a dire che la base di ogni linguaggio è il linguaggio del corpo. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattino oppure arco e bend over

© Nicoletta Cinotti 2019 Verso la self compassion ovvero come imparare a volersi bene

Photo by Filip Mroz on Unsplash

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