Quando pensiamo all’educazione abbiamo davanti a noi il vasto panorama dell’apprendimento, un apprendimento che spesso misuriamo in base agli obiettivi raggiunti. Sappiamo fare spesso diventa il metro della nostra educazione

Esiste però, oltre all’educazione del saper fare, anche l’educazione del saper essere.

La prima educazione coinvolge pratica e teoria, la seconda educazione coinvolge pratica ed esperienza. Nella prima educazione siamo legati ai contenuti dell’apprendimento. Nella seconda al processo dell’apprendimento. Nella prima educazione ognuno è diverso, nella seconda educazione tutti sperimentiamo uno stesso processo: quello dell’essere pienamente umani, pienamente presenti.

Questi due processi di apprendimento possono procedere separatamente: a volte uno a scapito dell’altro. A volte uno ad integrazione dell’altro.

Questa integrazione è quella che dà alla nostra vita un senso di pienezza e soddisfazione: una ricchezza che nasce dal sentire di aver realizzato la propria vocazione.

Tanta dell’infelicità che proviamo rispetto al nostro lavoro quotidiano – che sia un lavoro retribuito o domestico – nasce dalla difficoltà di integrare questi due registri di apprendimento, queste due strade di conoscenza. Queste due forme di educazione.

Non si cura questa insoddisfazione, questa infelicità, aumentando il sapere del fare ma nutrendo il sapere dell’essere. Quella educazione del cuore che ci insegna che la nostra gioia e il nostro dolore non dipendono dai nostri successi e dai nostri errori ma dalla relazione che abbiamo con ciò che avviene.

Praticare l’educazione del cuore è semplice: richiede gentilezza, precisione e presenza. E’ quello che facciamo con qualsiasi pratica di consapevolezza.

I modelli economici, politici, finanziari, i media, il sistema educativo e perfino le attività di intrattenimento stimolano continuamente la competizione, l’eccitazione e le emozioni basate sugli impulsi e questo ha conseguenze impensabili rispetto a come pensiamo a noi stessi, a come “conosciamo noi stessi” e a come ci rapportiamo gli uni agli altri. Paul Gilbert

Pratica di Mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire

© Centro Studi Mindfulness e Bioenergetica Genova

Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©Patrick Dricot

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