Molte persone rimangono paralizzate dagli errori. Non si perdonano scelte sbagliate e non riescono ad andare avanti nelle scelte future come se l’errore le confermasse di una loro totale, quanto misteriosa indegnità.Questa paura di sbagliare diventa così forte che può portare alla paralisi, alla condizione di immobilità, ogni volta che si trovano di fronte ad una scelta. Sono compulsivamente spinti a informarsi, confrontare verificare, fare ipotesi, chiedere ma poi, nel momento stesso in cui la responsabilità non è più altrui ma propria non sanno come fare per andare avanti. E, nell’incertezza di non scegliere bene, rimangono fermi.

Altri, per scegliere decidono all’ultimo momento per evitare che arrivi qualcosa di meglio e poi rimpiangere di aver già scelto prima. Perché è così difficile scegliere? Che tempesta si scatena nel momento in cui dobbiamo decidere qualcosa che ci riguarda?

È la tempesta dell’imperfezione. Non possiamo mai sapere prima quanto è stata bella la nostra scelta, quanto ci ha fatto crescere, quanto ci ha fatto bene. Se non tolleriamo questa incertezza e questa vulnerabilità saremo costretti a muoverci diversamente. A cercare la scelta che sia giusta ora e sempre, togliendo qualsiasi dinamica alla decisione e togliendo la possibilità di cavalcare l’energia dell’errore.

Se immaginiamo la nostra vita come una partita a scacchi in cui o si vince o si perde o si rimane in parità ma le mosse sono, ognuna, decisiva, per il risultato finale, non possiamo che crescere in una sola direzione: avanti. Se tolleriamo l’energia dell’errore possiamo crescere in più direzioni: possiamo crescere in profondità, possiamo espanderci, possiamo crescere in altezza perché ogni errore può diventare un’occasione per una crescita fuori programma. L’errore non ci spezza ma ci nutre. Non toglie valore ma ci dà l’occasione per incontrare un valore che non avevamo previsto: il valore dalla vulnerabilità. Allora, in certi momenti potremmo scoprire che davvero il nostro non è stato un errore ma una straordinaria opportunità di cambiamento

…non vale solo per la scrittura, ma per qualsiasi percorso senza orme da ricalcare, per qualsiasi camminare che non sia cammino prestabilito, perché ogni passo è la meta, esitando, sostando. Una via che si disfa mentre la si percorre per lasciare a ognuno la libertà e il rischio di fare di sé una strada. (…) Chi segue l’energia dell’errore fa della sua vita un libro di testo, la studia, la conosce, la scava, la scavalca, parte sempre da sé e a sé ritorna per mettere alla prova quello che ha sperimentato. Lev Tolstoji

Pratica di mindfulness: Aprirsi al panorama

© Nicoletta Cinotti 2022 Il protocollo MBCT edizione online

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