L'ideale e la prestazione

Sono cresciuta con l’idea di cercare di fare le cose meglio possibile. Non perfette – mi veniva rassicurato – ma devi fare tutto il possibile. Solo così puoi stare tranquilla. Non è un’idea originale. Credo che molti di noi abbiano avuto la stessa educazione e molti di noi tendono a cercare di fare il massimo quando portano avanti qualcosa di importante.

Anche nelle relazioni facciamo così solo che, a volte, siamo così presi dal cercare di fare il massimo che non ci accorgiamo che diventa una sorta di gara con noi stessi e con l’ideale di noi con il quale ci misuriamo.

Non facciamo più qualcosa per l’altro: quella precisa persona che è nella nostra vita in quel momento e che amiamo. Facciamo qualcosa di buono in assoluto, vero in assoluto, giusto in assoluto. E così perdiamo il polso della relazione. Non ci accorgiamo più se quello che stiamo facendo – con tutto il nostro sforzo e il nostro impegno – è proprio quello che è importante per la relazione. È proprio corrispondente al bisogno dell’altro.

Lo scopriamo dopo, quando la realtà rompe bruscamente l’illusione che fare il massimo ci metta al riparo da tutte le nostre incertezze. Così possiamo scoprire che fare il massimo non garantisce nessuna speciale sicurezza. Non equivale alla fatidica assicurazione “Tutto andrà bene”. Perché nel frattempo, mentre noi eravamo impegnati nella sfida per raggiungere il nostro ideale, abbiamo perso di vista la realtà e gli infiniti segnali che la realtà ci offre, ogni giorno.

Non abbiamo bisogno di fare il massimo per essere al sicuro. Abbiamo bisogno di avere i piedi per terra, abbiamo bisogno di saper stare nell’incertezza e imprevedibilità. E modulare, come un musicista, la nostra musica con quella degli altri. Nelle relazioni gli assolo non possono occupare troppo spazio, altrimenti diventano solitudine.

Peccato! Fare il massimo sarebbe stato molto più semplice, solo che non funziona.

La chiave della felicità più profonda risiede nel cambiamento della nostra concezione di dove debba essere cercata. Sharon Salzberg

Pratica di mindfulness: La classe del mattino  Poesia del giorno: Due

© Nicoletta Cinotti 2017 Risolversi a cominciare  Foto di ©gibel49

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