L’imprevisto spesso è un momento di discontinuità. Ci toglie dal pilota automatico, ci sorprende e quindi ci attiva. Come rispondiamo agli imprevisti dipende da due processi. Il primo è legato a quanto velocemente attribuiamo un significato – piacevole, spiacevole o neutro – a ciò che sta accadendo. E, strettamente connesso a questo, la scelta su come rispondere al significato che abbiamo attribuito a quell’evento.

L’attimo in cui rimaniamo sorpresi da qualche cosa che è andato “fuori programma” spesso è rilevatore di quanta fiducia abbiamo nella nostra adeguatezza. Tanto più siamo fiduciosi delle nostre capacità, tanto più potremo permetterci di esplorare, con mente del principiante, quell’evento inatteso.

Tanto più sorda e profonda sarà la nostra paura di essere inadeguati, tanto più saremo rapidi nel trovare una categoria di significato e nell’anticipare, con la nostra reazione, qualsiasi conseguenza sfugga alla nostra volontà.

In questo modo trasformiamo quello che potrebbe essere un regalo inatteso in un problema da risolvere. Prima possibile. E togliamo così alla nostra giornata il sapore del nuovo, dell’apprendere dall’esperienza, dello stupirsi di continuare a crescere e cambiare, non solo grazie al nostro personale sviluppo ma anche, e soprattutto, grazie al mondo in cui viviamo.

Quando ci impegniamo a coltivare la posizione interiore “dell’essere sorpresi” nessuno può sapere cosa accadrà…sappiamo cosa accadrà solo quando ripetiamo i nostri modelli abituali di risposta automatica.

Ogni giorno ci sono centinaia di momenti che non vogliamo e che ci troviamo di fronte come onde che nascono dal mare indifferenziato delle nostre vite. Cerchiamo di portare deliberatamente l’attenzione all’arrivo di questi momenti non desiderati. Cosa potrebbe accadere se, anche per pochi secondi, interrompessimo il frenetico scorrere della nostra attività, la negazione, la recriminazione o il rifiuto che di solito accompagnano questi momenti? Saki Santorelli

 

Pratica di mindfulness: Accettare ciò che non vogliamo

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©Javalactico

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