Sappiamo bene che cosa vorremmo che finisse di questo anno, così fuori dall’ordinario. Vorremmo tornare alla normalità oppure ad una “nuova normalità” nella quale dare forma a tutto quello che abbiamo imparato, a nostre spese.

Così, nel salutare il solstizio d’inverno, nel prepararmi a salutare quest’anno, per me così generoso nella gioia come nel dolore, condivido con te la pratica che ha concluso il ciclo “Meditazione e poesia”.

Non sappiamo mai quando qualcosa inizia davvero e quando qualcosa finisce davvero. possiamo però essere “presenti nel mezzo” tra l’ultima parola detta e quella ancora da dire.

Buone feste!

© Nicoletta Cinotti 2020

 

Piangere non è un sussulto di scapole

Piangere non è un sussulto di scapole
e adesso che ho pianto
non ho parole migliori di queste
per dire che ho pianto
le parole più belle
le parole più pure
non sono lo zampettìo delle sillabe
sull’inverno frusciante dei fogli
stanno così come stanno
né fuoco né cenere
fra l’ultima parola detta
e la prima nuova da dire
è lì che abitiamo

Pierluigi Cappello (Gemona, 1967 – 2017)

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!