È possibile lasciarci spazio? È possibile lasciare spazio a noi, dare spazio all’altro ed essere consapevoli di quello che accade nella relazione senza perderci? Non è questo il tentativo che facciamo continuamente o che crediamo di fare fino a che le proteste dell’altro non arrivano a dirci che no, che credevamo di stare nel giusto ma, invece, eravamo nello sbagliato. Non nascono così malintesi e incomprensioni?

Dalla nostra convinzione di aver fatto quello che era corretto ma l’altro ci informa che, invece, l’abbiamo deluso. Che si aspettava qualcosa di diverso. Allora, in quel preciso momento, ci rendiamo conto di quanto il nostro senso di identità, la nostra fiducia in noi stessi dipende dalla bilancia dell’approvazione o disapprovazione che riceviamo. È nel momento in cui qualcuno ci giudica sbagliato, inadeguato, frettoloso che possiamo conoscere quanta parte del nostro senso di noi è un’identità confermata dagli altri e quanto è un’esperienza di intimità che facciamo con noi stessi. Un’esperienza mutevole soggetta, ogni giorno, al cambiamento.

Conosciamo bene l’inizio di ogni incomprensione: è l’ipotesi che faremo per sempre quello che abbiamo fatto di sbagliato. Un’ipotesi che viene affermata con certezza. Un’ipotesi che esclude la nostra possibilità di imparare e accogliere quello che l’altro ha detto, giusto o sbagliato che sia.

Così oggi, solo per un giorno, proviamo a domandarci quanto della nostra fiducia in noi stessi dipende dall’approvazione altrui. Quanto sacrifichiamo della nostra vera identità nel tentativo di sentirsi  apprezzati e amati? Quanto dolorosamente scivoliamo sulle ghiaiose colline dell’abitudine a dare troppo, a dare senza includersi, a dare perché ci sembra di dover giustificare il nostro diritto di stare al mondo?

E se anche tu, come me, scivoli spesso e inconsapevolmente in questa abitudine, nell’abitudine di dare troppo per poterti sentire a posto, per un giorno almeno, o almeno per questo respiro, ricordati, ricordiamoci che il nostro valore come persone non sta nel ricevere approvazione o disapprovazione ma nell’essere in grado di stare in intimità con noi e con gli altri. Quello che ci sottrae il diritto all’intimità è la paura di sbagliare. L’intimità è un diritto, mai un dovere. Un diritto che guadagnerebbe molto dal non ricevere punizioni.

Teneramente tocchiamo tutte le cose sapendo che un giorno non ci saranno più. San Giovanni della Croce

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del corpo

© Nicoletta Cinotti 2021 Il protocollo di mindfulness interpersonale

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