Quando abbiamo bisogno di aiuto è facile che ricorriamo agli amici, oppure alla nostra determinazione e forza di volontà. Lottiamo per superare le difficoltà come se la lotta fosse l’unica strada e quella che dimostra la nostra forza anche nei momenti più bui.

Raramente pensiamo che dentro di noi c’è una riserva di saggezza e compassione che può essere il luogo migliore in cui prendere rifugio. Il luogo migliore in cui incontrare il nostro maestro interiore, quella parte di noi saggia e coraggiosa che non è frutto di nessun miglioramento: è una nostra eredità naturale. Non crediamo di averla. Forse crediamo che appartenga solo a pochi fortunati ma non è così. A volte, semplicemente, abbiamo perso la strada per arrivare a quella che Thich Nhat Hanh chiamava l’isola del Sé.

Non è il luogo dove vivono gli psicoterapeuti e nemmeno il luogo dove vivono gli esperti. È il luogo del core, del cuore del nostro cuore. A volte solo la strada per arrivarci è offuscata e piena di ostacoli. Se siamo stati molto lontani da noi ci può sembrare piena di rovi ma si tratta di fare pulizia: la pulizia della pratica

La nostra casa
è quella che il Buddha
chiamava l’isola del sé,
il luogo tranquillo dentro di noi.
Spesso non ci accorgiamo che è lì;
nemmeno sappiamo davvero
dove siamo,
perché il nostro ambiente
esterno o interno
è pieno di rumore.
Abbiamo bisogno di un po’ di quiete
per trovare quell’isola del sé. Thich Nhat Hanh

 

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