Ci sono tanti tipi diversi di solitudine. A volte la sento chiamare come se fosse l’unico modo di riposarsi. È un bisogno di stare soli spesso in moto attivo. Amiamo fare qualcosa da soli, abbiamo bisogno di passare una serata da soli per leggere o guardare un film “in santa pace”. Poi torniamo in compagnia, con leggerezza, sapendo che basta poco o niente per essere di nuovo con altre persone.

Per ognuno di noi esiste anche una qualità di solitudine che è ineliminabile: è la solitudine della nostra unicità e del nostro cambiamento. Il tempo passa, le relazioni mutano. E anche le persone che abbiamo amato di più possono lasciarci per fare il viaggio più complesso, quello della morte. Questa qualità di solitudine è inevitabile ed è diversa da quell’equilibrio narcisistico in cui a volte ci chiudiamo e che chiamiamo “bisogno di stare solo”.

L’incontro con la nostra unicità è quello che facciamo quando chiudiamo gli occhi e iniziamo la pratica, quando ci mettiamo – soli – di
fronte al nostro panorama interno. E, strano a dirsi, questa è una solitudine che evitiamo volentieri, tanto l’altra invece è ricercata. In ogni caso, per saper stare in relazione è necessario saper stare da soli. Non solo per evitare di aggrapparci a storie improbabili ma
anche, e soprattutto, perché mille volte, quando amiamo qualcuno ci capiterà di sentirci soli. È lo scalino della differenza tra noi e l’altro. Se non sappiamo stare da soli quello scalino ci spingerà a pensare che la nostra relazione sia sbagliata. A scappare o a correggerla con
manovre dirette o indirette. Se sappiamo stare soli lo scalino della differenza ci permetterà ci comprendere che amare non è un viaggio che ha solo vicinanza. Proprio come la bassa e l’alta marea si alternano, così la relazione è fatta di momenti di grande vicinanza e intimità e momenti di distanza. È nella distanza che abbiamo la possibilità di sentir nascere di nuovo il desiderio dell’altro. È nella distanza che abbiamo la possibilità di ricominciare, ogni giorno, la stessa relazione in modo nuovo e non una nuova relazione.

Non è difficile amare qualcuno quando è al suo meglio. Amore è amarlo quando è al suo peggio. Tom Stoppard

Pratica di mindfulness: Esplorare rifiuto e accettazione Oppure la pratica live su FB alle 7.30, che trovi poi sulla pagina meditazioni video

© Nicoletta Cinotti 2018 Radical self expression

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