Spesso esiste tra la pratica formale – per esempio la meditazione seduta – e la vita quotidiana una sorta di scalino che fa sì che, nel breve lasso di pochi minuti si possa passare da uno stato di calma beatitudine, al consueto nervosismo e insoddisfazione. Questo accade anche se, a lungo andare, i benefici effetti della meditazione entrano nella vita quotidiana.

Ma cosa fare con questo scalino? Possiamo lottare per estendere la beatitudine anche nelle giornate quotidiane e ricavarne un senso di sconfitta e frustrazione ogni volta che non riusciamo. Oppure possiamo accettare che diversi stati della mente conducono a diverse esperienze e cercare di cogliere lo straordinario nell’ordinario delle nostra vita: lo straordinario dei sensi, lo straordinario della mutazione momento per momento del nostro umore, lo straordinario di essere in grado di stare di fronte alla vastità e complessità degli stimoli che ci arrivano, mentre ad occhi chiusi possiamo occuparci “solo del nostro respiro”.

Primavera cammina sulla spiaggia.

come l’ha imparato il silenzio

l’alfabeto di luce?

Lorenzo Stoppa Tonolli

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