C’è un aspetto dello stress che è strettamente sociale. Sappiamo che, in situazioni di stress elevato e in situazioni di trauma, la nostra capacità di stabilire contatto sociale diminuisce, a volte in maniera drastica. Una parte del processo di guarigione consiste nel creare le condizioni perchè la capacità di contatto sociale, veicolata attraverso il contatto oculare, venga mantenuta.

Adesso stiamo vivendo una situazione in cui l’interruzione del contatto sociale rientra tra le indicazioni di misura preventiva: questo aumenta, in maniera subliminale, la percezione di pericolo e minaccia. Siamo invitati a stare lontani e quindi ad avere meno contatto sociale. È giusto ma stressante in maniera particolare. Cosa fare perché questo non alimenti gli aspetti antisociali che ognuno di noi ha e cosa fare perchè non alimenti la percezione di pericolo? Ogni giorno, tra le tue pratiche quotidiane, inserisci lo stare qualche minuto in contatto visivo con qualcuno. E se non puoi stare in contatto visivo fai una telefonata intima, amichevole, Ricorda a te stessa che il contatto non è una fonte di pericolo ma di cura. Ricordatelo dandoti un’esperienza perchè il nostro corpo è un animale bizzarro che, malgrado tutta la nostra cultura, non crede davvero alle nostre parole se non sono accompagnate da un’esperienza. L’esperienza di intimità e contatto è reale in modo assolutamente convincente. Guardarsi negli occhi è curativo ed è il segnale, nelle situazioni post trauma, che il paziente è guarito e che il ramo ventrale del Sistema nervoso autonomo parasimpatico si è rilassato. Paradossalmente fa bene anche al sistema immunitario che, nelle situazioni di stress ha un funzionamento alterato. Possiamo essere igienici anche se ci guardiamo negli occhi. La gentilezza aiuta a farlo. La gentilezza che non è cortesia ma espressione di umanità. Della nostra comune umanità.

In questi momenti la pratica di gentilezza amorevole è fondamentale proprio perché coltiva il nostro senso di socialità e le qualità del nostro cuore aperto e amorevole. Ci mette in relazione con una notizia fondamentale. Siamo insieme, interconnessi e mai come adesso siamo stati in contatto con cosa questo significhi. Nella sua bellezza e nella sua difficoltà.

Posso stare da sola
So stare da sola
Scrivo a lume di té. Nina Cassian

Pratica di mindfulness: La pratica di gentilezza amorevole (meditazione con registrazione live)

© Nicoletta Cinotti 2019 Reparenting ourselves

Photo by Quinten de Graaf on Unsplash

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