vuoto_zenPassiamo molto tempo a organizzare – o cercare di organizzare – le nostre giornate, il nostro lavoro, la nostra vita.

Facciamo questo anche nei giorni festivi: programmiamo cene, gite, vacanze. A dispetto del last minute, organizziamo qualcosa.

Anche quando siamo grandi improvvisatori, in fondo, abbiamo uno schema. A volte più rigido di quello altrui.

E i nostri schemi si riflettono nel nostro respiro: lo sospendiamo, tratteniamo, modifichiamo. Tutto per non sentire ciò che è fuori dal nostro programma, dalla nostra organizzazione.

Perché tutto questo sforzo?

Per evitare quell’inevitabile esperienza di vuoto.

In cui tutto può accadere. Anche qualcosa di nuovo.

Trattenere il respiro è un modo efficace per ridurre le sensazioni. Questo è necessario quando le sensazioni sono troppo dolorose o troppo minacciose. Fin quando avrà paura di queste sensazioni, la persona non si lascerà respirare naturalmente. A Lowen

Pratica del giorno: Centering meditation

© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e bioenergetica

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