saltareSpesso ci ritroviamo in una posizione che non sappiamo o non vogliamo abbandonare.

Rimaniamo ostinatamente ancorati a qualcosa, che non ci fa bene, e che non sappiamo salutare.

Convinti che la nostra ostinazione ci protegga, finiamo per marmorizzare la nostra vita, per trasformarla in una scultura immobile di noi stessi.

In questi casi non possiamo che correre il rischio di fare un salto. Di buttarci nelle braccia della vita che ci sta di fronte. Come quando, da bambini, giocavamo a saltare dai muretti tra le braccia di qualcuno.

Perché dietro alla nostra ostinazione, al nostro arroccamento, alla nostra marmorea stabilità, in fondo, c’è solo paura.

Pratica del giorno: Lavorare con la paura

Non è triste essere rifiutati quando non ci si apre. E’ triste solo quando si stendono le braccia verso gli altri e poi si è rifiutati. Finché una persona sarà rigida, non c’è né speranza né dolore, solo solitudine. Alexander Lowen

© Nicoletta Cinotti 2014  Ammorbidire il cuore

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