Nel corso della mia vita ho avuto molti insegnanti. Alcuni erano insegnanti nel senso letterale del termine: persone alle quali mi rivolgevo per imparare, da sola o in gruppo. Ho sempre trovato la relazione con un insegnante confortevole. Tra i tanti tipi di relazione che possiamo avere mi sembra che quella con un insegnante abbia il giusto mix di intimità e distanza. Insegnando, nel tempo, si stabilisce una intimità e una conoscenza. Aspetti del reciproco carattere vengono fuori e diventano familiari. Possono essere fonte di comicità o fonte di disagio ma quel conoscerli ti fa capire che in quella relazione c’è una qualità di intimità.

Nello stesso tempo la distanza che viene mantenuta diventa una sorta di confine di libertà. Sai che oltre non ci saranno interferenze. Imparato quello che c’è da imparare ci saluteremo – magari affettuosamente – e quello che avremo imparato sarà diventato un nostro patrimonio personale.

Non ho avuto solo questo tipo di insegnanti. Ho avuto molti insegnanti che erano inconsapevoli di insegnarmi qualcosa: sono le persone con le quali sono entrata in relazione. Le persone che hanno attraversato la mia vita, magari anche per un brevissimo lasso di tempo. Perché, ad onor del vero, la vera scuola sono proprio le persone e come il loro essere con noi scopre aspetti della nostra personalità che, altrimenti, rimarrebbero velati.

A volte scoprono la nostra rabbia, altre volte la nostra paura ma è la loro presenza, il loro carattere, l’incontro con loro che attiva il nostro mondo interiore. Di nuovo ad onor del vero spesso sono state le relazioni difficili quelle che mi hanno insegnato di più. Perché la difficoltà che provavo mi costringeva a rimanere presente, a riflettere, a masticare amaro e, prima di deglutire, ad assaggiare molto bene gli ingredienti di quella difficoltà. Viene detto spesso che i figli sono i nostri maestri, maestri zen a domicilio. Io direi che se incontriamo davvero qualcuno, quella persona diventa il nostro maestro. Con i figli è più immediato perché non sono ancora nati e sono già dentro di te. Ma qualsiasi relazione – se glielo permettiamo – entra dentro di noi. Ed entrando dentro di noi, attraverso la diversità che l’altro ci consegna, svela il nostro carattere in un modo che nemmeno noi avremmo creduto possibile.

A volte è l’incontro di due caratteri, a volte lo scontro di due caratteri ma l’unico modo per perdere, in una relazione, è rimanere uguali a prima.

Gran parte della sofferenza che sperimentiamo nella vita deriva dal rapporto con le altre persone. Gregory Kramer

Pratica di Mindfulness: Praticare Apri

© Nicoletta Cinotti.Il protocollo di Mindfulness Interpersonale. Serata di presentazione giovedì 14 Febbraio

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