Nelle favole dei bambini molto spesso compare un bosco. Un bosco in cui il bambino si avventura e dove succedono cose spaventose e poi arriva la liberazione. O meglio la libertà dalla precedente condizione di difficoltà. Queste favole prima di essere state trascritte dai Fratelli Grimm o prodotte da una lunga serie di narratori successivi, sono state raccontate, di generazione in generazione e ognuno ne cambiava un pezzetto perché, cambiando i tempi, cambiano anche i boschi.

Il bosco però rimane, rimane come simbolo di un luogo oscuro che, prima o poi, tutti noi ci troviamo ad attraversare. È tanto diffuso il nostro bosco che Kurt Vonnegut, quello che ha scritto, tra i tanti libri, “Quando siete felici fateci caso” sosteneva che tutte le storie, e forse la vita di tutte le persone, non sono altro che l’espressione dell’alternanza tra zone di felicità e di infelicità. La storia nasce per narrare i modi con cui scappiamo dall’infelicità e inseguiamo la felicità. L’infelicità è il luogo oscuro, il luogo dell’avventura e delle prove. La felicità è la luce, il luogo della realizzazione dei nostri sogni. L’unico vero problema è che, per qualche misteriosa ragione, quando siamo nel bosco raramente ci sentiamo degli eroi. Più spesso ci sentiamo sfortunati e quando siamo nella felicità ci aggrappiamo a questo barlume di luce con l’illusione di farlo durare per sempre.

Come cambierebbe la nostra storia se nei momenti difficili ci sentissimo eroi che stanno compiendo una prova che li porterà verso un nuovo stadio evolutivo? Come ci sentiremmo se ci ricordassimo che la felicità, come tutte le emozioni, è leggera e transitoria e che è il luogo dove riposare perché non c’è niente di più bello che riposare senza aggrapparsi? Io sto viaggiando verso una destinazione certa ma non so ancora quanto bosco mi aspetta e quanta felicità può arrivare, in momenti trascurabili perché non epici eppure luminosi. Non è detto che i luoghi oscuri riguardino il passato e che quelli luminosi riguardino il futuro. So che luce e ombra giocano a rincorrersi e rendono la nostra vita più interessante di quello che pensiamo. Più saporita di quello che sentiamo. Più sorprendente che mai.

La risata e le lacrime sono entrambi risposte alla frustrazione e all’esaurimento. Io stesso preferisco ridere, dato che c’è meno da pulire dopo. Kurt Vonnegut

Pratica di mindfulness: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2021 Il protocollo MBSR

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