Perché non si può amare e basta? mi ha detto ieri una persona che aveva appena avuto una lite epocale con il proprio partner. Credo che sia un’idea diffusa quella che ci fa credere che in una relazione d’amore non dovrebbero esserci liti o problemi e credo che sia un’esperienza altrettanto diffusa che, invece, spesso le liti peggiori avvengono proprio con le persone che amiamo di più. Anche nei ritiri l’intensità di scambio emotivo che è possibile con una persona sconosciuta sembra più semplice e immediata di quella che abbiamo nella vita quotidiana. Come mai succede così? mi ripeteva interrogativa questa persona, che aveva da poco partecipato ad un ritiro in cui si era sentita pienamente in grado di condividere quello che provava durante le meditazioni in diadi, e adesso si scontrava con la sensazione di non essere capita e, a volte, brutalmente fraintesa proprio da una persona così intima e conosciuta.

Succede perchè l’intimità storica è difficile da gestire. È dome avere un quaderno su cui si è scritto tante pagine e un quaderno nuovo, appena comprato. Forse vogliamo più bene al quaderno vecchio ma non possiamo fare a meno di riconoscere che porta graffi e scuciture, segni del tempo. Inoltre la ripetizione delle difficoltà ha un impatto diverso se succede sempre con la stessa persona o con una persona nuova. Con uno sconosciuto è più facile riconoscere la nostra responsabilità, e non alimentare inutilmente il conflitto. Infine l’amore è un’emozione ma anche un sentimento. Come emozione può sorgere e scomparire dando un moto d’affetto, come sentimento porta il peso e la ricchezza degli anni condivisi. Dev’essere per questo che per molte persone è meglio avere tanti quaderni nuovi o semi-nuovi che un quaderno vecchio. Il quaderno vecchio ti costringe a vedere gli errori. I quaderni nuovi possono anche essere lasciati a metà, con una frase interrotta da un errore che non ha necessità di riparazione: possiamo credere che basti cambiare quaderno.

Io tengo tutti i quaderni che posso e faccio fatica quando perdo un quaderno: è il peccato opposto. Insisto quando sarebbe meglio lasciar perdere con più facilità. Non è amore la mia insistenza: è la fatica di riconoscere il momento giusto in cui lasciar andare. Poi mi pento di aver insistito ma quel lasciar andare – che lungamente rimando – non mi proteggerà dal conoscere quello che infine va conosciuto e amato: Messer Vuoto.

Oggi si è avvelenati da un costante sentimento di mancanza degli altri nella vita, con sensazioni di vuoto e solitudine non dissimili dal lutto. Affetti da depressione di dipendenza è nell’abbandono, nell’esclusione, nell’essere respinti, ripudiati, spogliati da ciò che siamo, che vediamo rifiutata la nostra identità. Zygmunt Bauman, Intervista sull’identità

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2021 Mindfulness ed emozioni

 

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