Ho incontrato Valeria Rossi in uno dei miei laboratori milanesi di “Scrivere la mente”. È arrivata all’ultimo e si è accomodata, come se sapesse già cosa doveva fare. Donna mediterranea, ho pensato, mentre l’ho vista sedersi. Le donne mediterranee sanno sempre dove sedersi. Si appoggiano a terra e occupano lo spazio, così, per lunga abitudine. Non avevo visto tanto lontano perché Valeria, anche se è italiana, è nata a Tripoli.

Finito il seminario si è attardata a fare qualche parola in più. Poi gli orari di tutti stringevano e ci siamo salutate. A distanza di un mese mi scrive e mi dice che ha usato le cose imparate nel seminario nei suoi laboratori di song writing. Perché Valeria è una cantante e compositrice/autrice. Ha fatto studi di antropologia e di musica, e ha integrato queste competenze con la sua carriera musicale e con una esperienza “straordinaria” di gestione della voce, incluse le proiezioni interne che questo tipo di esposizione porta con sé.

Nella sua carriera artistica, ormai ventennale, ha avuto numerosi riconoscimenti, tre dischi d’oro, un disco di platino e continua tutt’ora con live, partecipazioni in programmi televisivi, presentazioni e laboratori. Ha scritto anche un libro “Tre parole dopo. Riflessioni attorno al successo”, che fa riferimento alla sua canzone più conosciuta “Tre parole”

D. Che rapporto hai con la scrittura? Sei una scrittrice metodica, aspetti l’ispirazione, hai qualche abitudine particolare?

Senz’altro per superare il “blocco del foglio bianco” preferisco iniziare con un lavoro preliminare di energizzazione e di apertura del corpo, che, abbinato ad una meditazione, può costituire un aiuto reale ed ho scoperto anche che è “contagioso”, nel senso che facendolo è poi più facile che un tuo eventuale partner di lavoro si allinei alla tua lunghezza d’onda. Probabilmente fa parte degli effetti che questa pratica regala.

Quando ho scritto il libro “Tre parole dopo. Riflessioni attorno al successo”, ho focalizzato il mio interesse sull’attività di ricerca e divulgazione, oltre all’essere una preparatrice vocale per cantanti professionisti. La voce, come sai bene facendo bioenergetica, può essere importantissima per “intonare” il sistema mente-corpo e beneficiare delle conseguenze dell’efficacia di questa pratica anche nella vita quotidiana, in termini di schema respiratorio corretto, di baricentro vocale e di radicamento.

D. Quindi pratichi la meditazione? E conosci la bioenergetica?Come sei venuta a conoscenza del mio lavoro?
Pratico la meditazione ed ho incontrato la Bioenergetica nelle varie esperienze e studi che ho fatto, prima con una psicoterapeuta bioenergetica poi con le sue classi di esercizi. É stata lei che mi ha fatto il tuo nome e mi ha parlato bene di te. Così sono venuta per curiosità ma anche con delle aspettative.
Ho scoperto che l’enfasi della bioenergetica sul “riconoscimento” del corpo e sulla necessità di “lavorarlo” lo rende disponibile alla mente (oserei dire alla mente universale) in un rapporto di supporto biunivoco.
I cantanti sperimentano questa dimensione ma non ne sono consapevoli e non riescono, in primis, a farne una dimensione permanente, o comunque, ripetibile. Non riescono neanche a farne una leva di crescita personale pensandola, infatti, esclusivamente in funzione della performance artistica, senza sapere che un lavoro di questo tipo, fatto con l’intenzione di una crescita personale , incide enormemente anche sulla crescita artistica.
Inserire la pratica della meditazione, abbinata agli esercizi di bioenergetica, mi é servito per connettermi  con la parte “migliore” di me. (La classe di esercizi bioenergetici é un lavoro di consapevolezza corporea che inserisco sempre nei laboratori di scrittura. Nota di Nicoletta)

Detto con parole più tecniche per uscire dal’iperattivazione del sistema nervoso simpatico ed entrare nell’attivazione del parasimpatico. Questo mi fa sentire più autentica in tutto ciò che faccio, che sia cantare, scrivere o semplicemente, relazionarmi con me e con gli altri in maniera più spontanea.
Da cantante posso dire che la circolazione energetica e l’ interconnessione tra i vari distretti corporei è funzionale, tra le altre cose, all’emissione vocale così come l’emissione vocale della Voce Cantata è funzionale al naturale dispiegamento delle proprie risorse e alla connessione del sistema mente-corpo.

D.Com’è stata per te l’esperienza del laboratorio “Mindfulness e creatività” che hai fatto con me a Milano?

Ero curiosa e la curiosità è sempre apertura, se siamo aperti si impara più facilmente. Le esperienze fatte durante il tuo laboratorio di “Mindfulness e Creatività”, come la “Centering Meditation”, la tecnica del Clustering e il lavoro di scrittura “a specchio” in coppia, affinano, incanalano ed arricchiscono le capacità percettive di ognuno fornendo degli “ancoraggi”, permettendo una narrazione consapevole e l’affiorare di un panorama interiore di senso. Ho provato ad utilizzarli nei miei laboratori di song writing e devo dire che ho trovato delle risposte molto positive. Sono strumenti semplici ma potenti per la creatività e per la scoperta personale.

Tutto ciò al netto dell’unicità di ogni cammino individuale di scoperta che non è predefinito ed uguale per tutti e non potrebbe non essere tale.

D. Parlaci dei tuoi corsi per song writing

Quando viene da me un cantante cerco innanzitutto di capire qual è il problema, ossia, la molla interiore che lo anima:)! In genere ciò che muove una persona a volersi esporre in una prospettiva di crescita artistica è la ricerca di qualcosa. Può trattarsi di un riscatto, una rivalsa, c’è comunque generalmente una “mancanza di fondo”, per lo più inconsapevole, di una via non tanto per esporsi quanto di esprimersi. E’ importante fornire strumenti per capire da dove cominciare.

Lavoro con persone che hanno il desiderio di costruirsi un repertorio proprio; io insisto sempre sulla produzione originale, sullo “svuotamento del sacco”, ognuno di loro arriva carico ma molto esposto all’omologazione in cliché di come si dovrebbe fare l’artista.

Forse, come dice Valeria, tutti noi corriamo il rischio dell’omologazione, ed è proprio per non correrlo che abbiamo bisogno di modi per ascoltarci e di modi per darci voce. Una voce autentica che rispetti la bellezza e la dignità delle parole.

Saluto Valeria e ti ricordo che Scrivere la mente diventa una vacanza di scrittura a cielo aperto: ti aspetto!

© Nicoletta Cinotti 2019

Scrivere la mente: quando una vacanza ti cambia la vita

 

 

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