Ascoltare è la prima cosa che impariamo a fare: molto prima di imparare a parlare viviamo in un mondo dove l’ascolto – con gli occhi, con le orecchie e con il cuore – domina le nostre giornate.

Eppure ascoltare è qualcosa che facilmente dimentichiamo. Dimentichiamo com’è ascoltare noi stessi ma dimentichiamo anche com’è ascoltare gli altri. In parte perché pensiamo che ascoltare sia solo qualcosa che avviene con le orecchie.

Non è così. Se chiudiamo il cuore perdiamo tanto della nostra capacità di ascolto. Se chiudiamo lo sguardo ne perdiamo altrettanto. Se chiudiamo la mente l’ascolto diventa solo un insieme di informazioni dal significato povero e scarno.

Abbiamo bisogno – per ascoltare – di due ingredienti: la generosità della pazienza e il silenzio dal chiacchiericcio interiore. Perché questi due ingredienti possano entrare nel nostro ascolto coltiviamo la serenità e la stabilità della pratica formale. Infatti la concentrazione che permette l’ascolto non è costrittiva ma è piuttosto la libertà di una mente senza la tirannia del passato, o l’anticipazione del futuro. Per affacciarsi alla ricchezza di quello che succede proprio adesso. E ascoltarlo.

Il più grande complimento che abbia mai ricevuto è stato quando qualcuno mi ha chiesto cosa pensavo e ha aspettato la mia risposta. W. Thoreau

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2016 Cambiare diventando se stessi

Foto di ©@tamari@

 

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