Tutti noi desideriamo crescere e migliorare alcuni aspetti della nostra vita. Quand’è però che questo desiderio diventa un problema e un pericolo per la salute emotiva? Quali sono le differenze tra un sano desiderio di tendere al meglio e il perfezionismo? Ecco una mappa che può aiutarci a fare delle distinzioni:

Esistono due tipi di perfezionismo: il perfezionismo autodiretto e il perfezionismo eterodiretto

Il perfezionista autodiretto è la tendenza ad avere standard esageratamente elevati e quindi impossibili da realizzare. Frutto di una auto-imposizione, si accompagnano ad una eccessiva severità verso se stessi e all’incapacità di accettare i propri errori. Se accade un evento negativo possiamo criticarci al punto da diventare depressi

Il perfezionista eterodiretto tende a richiedere agli altri di essere all’altezza delle nostre aspettative. Nel timore che i nostri collaboratori siano all’altezza possiamo tendere a non delegare per paura di perdere la qualità della prestazione. Di fronte ad un errore altrui diventa difficile controllare l’aggressività. Di questo tipo di perfezionismo fa parte anche il perfezionismo socialmente imposto: persone che ritengono – spesso a torto – che ci siano aspettative elevatissime su di loro.

Vuoi sapere se sei perfezionista?

  • Sei esageratamente preoccupato di commettere errori?
  • Hai standard di prestazione elevati e temi di non poterli soddisfare?
  • Sei spesso insicuro sulla correttezza delle tue azioni?
  • Tendi a controllare in maniera ossessiva e compulsiva quello che hai fatto?
  • Sei eccessivamente meticoloso e preoccupato rispetto all’ordine e alla pulizia?
  • I tuoi genitori erano molto esigenti rispetto al tuo rendimento scolastico?
  • I tuoi genitori ti rimproveravano molto?

Se hai risposto sì ad almeno 4 dei 7 items direi che ci sono molte probabilità che tu sia un perfezionista (auto o eterodiretto). Come fare? Nelle prossime settimane in questa stessa rubrica affronteremo come rispondere al perfezionismo che è in noi e come crescere e migliorarsi senza tormentarsi! Perchè è importante? Perchè non ho mai visto un perfezionista che sia felice!

© Nicoletta Cinotti 2018 Dalla rubrica “Addomesticare pensieri selvatici”

Vuoi leggere qualcosa? Nessuno è perfetto di Martin Antony e Richard Swinson

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