Niccolò Gorgoni

Questa è la mia storia

La mia mente non è un edificio strutturato ed organizzato come il grattacielo di una grande azienda. È più simile ad un bazaar di dimensioni indefinite. Tanti suoni, profumi, immagini suggestive. Poi, con un po’ di allenamento diventa possibile trovare dei veri affari, talvolta dei tesori impensabili.
  • Zelo 100%
  • Capacità di gustare 90%
  • Forza 100%
  • Allegria 90%
Ho speso un sacco di energie per fare pace con tutto questo, ne spendo ancora. Provo grande ammirazione per le persone disciplinate e organizzate, come orologi svizzeri. Ho scoperto come a farmi soffrire – per un sacco di tempo – è stato il pensiero di non essere “impostato nel modo giusto“, non la mia modalità di essere in sé. Come se ci fosse un modo giusto e uno sbagliato.
Si può essere tutto, il resto è giudizio.
La pratica di Mindfulness (di consapevolezza), mi ha aiutato a cogliere questo punto fondamentale: il punto è stare con quello che c’è, così com’è. Tante volte si è frapposto il pensiero “ma io so già” ed altrettante ho scoperto di essere perso in una storia, talvolta su di me, talvolta sugli altri.
Ogni volta la mia mente è rimasta la stessa, semplicemente è cambiato il mio modo di relazionarmi ad essa. Anziché fare il turista che si lamenta perché l’India è sporca ed il cibo è speziato, mi sono ritrovato ad essere un visitatore del bazaar più abituato ai suoi pregi ed i suoi difetti, conscio delle spezie, dei profumi, conscio delle grandi contrapposizioni. Mi sono ritrovato più curioso e più flessibile, meglio disposto a scoprire quanto altro ci fosse di filtrato da una voce giudicante sullo sfondo, quanto ancora mi fossi perso.
Devo ringraziare i miei genitori in tutta questa storia. Le risorse che ho ora le devo a tutte le condizioni che sono state predisposte. Soprattutto l’incontro con la meditazione. Quando ero bambino sono stato introdotto alla prima tradizione contemplativa, avrò avuto 5 o 6 anni. Sono nato nel soggiorno di casa con un mantra di sottofondo. Ho ricevuto pure un nome spirituale da un guru, Bhishma (è il mio di nome, non quello del guru).
Non credo di aver mai colto qualcosa di profondo in queste situazioni – figurarsi alla nascita – sarò ben stato impegnato a prendere i miei primi respiri. Forse, però, non c’era alcun punto profondo da cogliere. Parafrasando Kabat-Zinn, non c’era alcun luogo “speciale” da raggiungere, ero proprio dove sarei dovuto essere.
Ho semplicemente avuto la fortuna di respirare una certa aria sin da subito, di evitarmi scetticismi non necessari su una pratica che mi avrebbe aiutato ad accettarmi di più.

La mindfulness è la base su cui si è strutturato il mio essere psicologo. Come posso lavorare in tal senso se non sono consapevole dei miei pezzi che emergono nello stare con te? In terapia non c’è niente di più sbagliato di un’interpretazione sbagliata pronunciata come un dato di fatto.Sono in formazione cognitivo costruttivista con Nous,  Dal 2013, periodo in cui ho incontrato Kabat-Zinn in ritiro, la meditazione di consapevolezza è diventata una pratica quotidiana. Sono istruttore certificato di protocolli MBSR con l’Associazione italiana Mindfulness e sono in training anche con il Center for Mindfulness. Sono istruttore certificato di Protocolli di Mindfulness Interpersonale, per i quali ho la formazione internazionale con la Metta Foundation e il Center for Mindfulness. Sono istruttore Mindful Schools e sto facendo il Corso di Alta formazione Mindfulness Based Students and Teacher con Mondo Mindful.

Mi sono laureato con una tesi sperimentale intitolata “Il protocollo Mindfulness-Based Stress Reduction applicato a pazienti con Alopecia Areata”, condotta fra il San Martino di Genova e l’Università degli Studi di Torino. Ho partecipato anche ad un progetto di resilienza per fasce a rischio di marginalità e ho lavorato con gli operatori sanitari ad Humanitas (Milano). Oggi lavoro tra Genova,Chiavari e Torino. A Torino, dove mi sono laureato, ho dato vita a Mindful Torino: un progetto che condivido con Tiziano Furlanetto.

Mi piacciono le cose pratiche, mi piace mettermi in campo ed imparare in questo modo, e questa possibilità non l’ho trovata nei libri di psicologia, l’ho trovata meditando e andando in ritiro.

Non è leggendo del disagio psicologico che si capisce come ci si relaziona con esso. Non è guardando il documentario sul leone che si ha chiaro di come comportarsi in un incontro reale. Senza pratica la teoria diventa volatile quanto il pensiero che l’ha generata. Non è un caso che sia diventato istruttore di protocolli Mbsr con AIM ben prima di laurearmi alla magistrale di psicologia clinica. Prima ancora di abilitarmi alla professione avevo già fatto la formazione avanzata per la conduzione di percorsi di Mindfulness Interpersonale con Metta Programs, nonché due step con Mindful Schools.

Per questo ho scelto una scuola di psicoterapia cognitivo-costruttivista (Noûs) che andasse d’accordo con il mio modo di apprendere: tanta esperienza pratica e lavoro in diretta su di me.

Niccolò

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