Abbiamo una convinzione – molto sbagliata – che la causa della nostra infelicità stia nella presenza di alcune emozioni. In genere riteniamo nocive rabbia, tristezza, disgusto, ansia e così via. Le riteniamo nocive perché le consideriamo ostacoli alla nostra felicità e quindi facciamo di tutto per non provarle e, quando le proviamo, tentiamo di eliminarle prima possibile convinti come siamo che solo le emozioni positive possano renderci felici.

Perché non funziona? Perchè non possiamo eliminare una emozione senza ridurre il volume di tutte le altre. Non è una potatura selettiva quella delle emozioni. Se tagliamo il dolore diminuisce anche l’intensità della gioia e così via.

Allora la vera domanda è cosa fare con le emozioni difficili, quelle che ci fanno male? Quando dolore dobbiamo sopportare per essere felici? Perché poi passiamo da una esagerazione all’altra. O siamo follemente presi dall’evitare le emozioni difficili o ci stiamo follemente immersi come la rana bollita di Chomsky che finì per morire perchè non si accorse che la temperatura era troppo alta.

Una soluzione c’è: come alchimisti sciogliamo l’emozioni dal legame con i pensieri. Vediamole come colori, sentiamole nel corpo, riconosciamole e nominiamole. Permettiamo alle nostre emozioni di esserci e riconosciamole, validando il nostro diritto a provarle. Evitiamo di trasformarle in quei lunghi ragionamenti psicologici che fanno più male che bene e che sono ormai argomento di conversazione di molti salotti. Emozioni parlate ma non sentite. Sentiamole e lasciamole fluire perché è nella natura delle emozioni fluire, scorrere, mutare. È nella natura dei nostri pensieri trasformarle in pesanti pietre miliari della nostra storia.

Conca di Navigazione: Riconoscere le emozioni difficili da “Mindfulness ed emozioni”

Possiamo accorgerci di provare un’emozione difficile dal senso di irrequietezza, torpore, ansia o rabbia ingiustificata.

Esplora fisicamente la sensazione di resistenza. Dove senti tensione, contrazione o collasso? Porta il respiro in queste sensazioni per un paio di minuti.

Valuta quanto puoi tollerare le sensazioni che provi in una scala da 1 a 10. Se le sensazioni sono poco tollerabili distogli l’attenzione portandola su una percezione esterna: un suono, un odore, il contatto del corpo con la sedia, prima di tornare a esplorare.

Considera se puoi darti il permesso di sentire, senza giudicare, quello che provi. Osserva se riesci a riconoscere e nominare quello che provi.

Ringraziati per il tuo impegno: hai appena reso a Cesare quel che è di Cesare e al cuore quel che è del cuore

© Nicoletta Cinotti 2022 Mindfulness e psicoterapia: formazione in reparenting

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