Qualche anno fa, nel novembre del 1995, il violinista Itzhak Perlman si esibiva al Lincoln Center di New York. Perlman, a causa della poliomielite contratta da bambino, ha dei rinforzi nelle gambe e cammina a fatica con l’aiuto di due stampelle. Attraversare il palcoscenico e prepararsi a suonare, per lui, è già un compito arduo

Ma quando iniziò a suonare qualcosa andò storto. Una delle corde del violino si ruppe. La cosa più consueta sarebbe stata interrompersi e cambiare violino. Ma non lo fece.
Chiuse gli occhi per un momento, e poi accennò al direttore d’orchestra di ricominciare da dove si erano fermati. E suonò con passione, purezza e potere. Forse mai visti così in una sua esecuzione.

Tutti sanno che è impossibile suonare un brano sinfonico solo con tre corde.
Io lo so, e voi lo sapete, ma quella notte Itzhak Perlman si rifiutò di saperlo. Modulò, cambiò, scompose il pezzo sinfonico nella sua testa per adattarlo a quella mutata situazione.  Quando finì non ci fu un applauso ma un’ovazione, alla quale lui rispose dicendo: “Sapete, talvolta è compito dell’artista scoprire quanta musica può ancora creare con ciò che gli è rimasto!”.

Nella nostra vita siamo spesso nella sua stessa condizione. Le condizioni non sono le migliori, le cose non sono andate come previsto. Avremmo voluto qualcosa in più. O abbiamo la convinzione che sia necessario qualcosa che non abbiamo per compiere la nostra vita. Ma molto spesso il vero cambiamento non sta nell’aggiungere (o togliere) qualcosa. Sta nell’aprire quello che c’è e permettere che suoni nella nostra vita con tutta la passione, purezza e potere.
Le nostre scuse e le nostre giustificazioni rimpiccioliscono le nostre possibilità. Rimpiccioliscono noi. Sono le giustificazioni che ci rendono piccoli non le condizioni di difficoltà che incontriamo.
La vita molto spesso ci offre un violino con tre corde ma quello è ancora una meravigliosa e piena opportunità, se noi non la rimpiccioliamo. Se non decidiamo prima che cosa potremo o non potremo fare con quel violino. Proviamo a suonarlo con tutta la nostra passione prima di decidere che è da buttare.
È decisamente compito nostro scoprire quanta musica possiamo creare  con ciò che abbiamo.
Puoi entrare nella vulnerabilità di questo momento? Emerge la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato in te? Questo è il momento di compiere il rischio squisito di essere te stesso.
Pratica di mindfulness: Self compassion breathing
© Nicoletta Cinotti 2017Questa settimana sarò in ritiro. Questa è la ri-edizione di uno dei post migliori del 2017

Foto di ©Giacomo Venturin

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!