D. La poesia che incontriamo con Donatella Bisutti è una poesia che parla di esperienza. Ecco come la definisce

La poesia è sempre una forma di esperienza, per chi scrive e per chi legge. Non essendo un ragionamento, non deve essere né spiegazione né informazione. Per questo c’è la prosa.La poesia deve nascere da un’emozione che scaturisce da un’esperienza che noi facciamo. Un’esperienza con i nostri sensi, del mondo, dei nostri sentimenti e della nostra realtà. Questa esperienza è per noi un’emozione. La poesia nasce da questa esperienza-emozione trasmettendola a chi la legge. Se non si comunica emozione non c’è poesia.Che cosa è questa emozione? Essa nasce nel poeta dalla sua esperienza di vita, da ciò che sta vivendo. L’esperienza è fondamentale e chi legge fa l’esperienza del poeta attraverso la lettura della poesia.Esperienze e emozioni si ripetono, sono sempre rinnovate. Ogni volta che si legge la poesia.Essa non è un racconto. Anche quando sembra possa essere un racconto o un ragionamento, la poesia, si esprime con un linguaggio di suoni, di immagini che muovono in noi delle emozioni.L’immagine è essenziale nella poesia, non esprimendo dei concetti. Mettere sempre insieme l’immagine e l’esperienza, illumina un significato che non sempre si può spiegare del tutto, ecco perché rimane tutto misterioso.

Una poesia che mi ha stimolato il senso dell’immagine

Vivendo

Contro il vetro

il disegno di un respiro

prima e dopo, invisibile.

D. Come nasce la sua poesia? In che circostanze scrive? E quanto incide l’osservare sul suo lavoro?

Non si sa mai come nasce la poesia. Secondo la mia esperienza la poesia nasce nell’inconscio, in quella parte di noi di cui non siamo normalmente consapevoli. L’inconscio viene a galla. Come se venisse in superficie dal fondo del mare. La poesia è come se uscisse dal fondo del mare per venire alla luce.Dell’inconscio non siamo padroni, non si può comandare. Ci sono delle circostanze che favoriscono questo risalire dal fondo del mare, come per esempio il sonno. Sia nella fase di addormentarsi o subito prima o subito dopo che ci si sveglia che ancora si è un po’ addormentati. Essendo molto vicini allo stato inconscio, lo stesso dei sogni, si possono formare con più facilità le poesie.Molte poesie le ho scritte di notte. A volte, svegliandomi, sentendo l’impulso di scrivere. Di notte mi è più facile scrivere. La poesia nasce quando c’è un’emozione molto forte, ma non si può mai sapere.Trovo che osservare sia molto importante. Si osserva perché interessa osservare, ma con emozione e sentimento. Si osserva in un momento specifico e, magari, dopo tempo ciò che si è osservato viene fuori e nasce la poesia.La poesia non essendo una descrizione, coglie solo certi aspetti. A volte si osserva senza saperlo, grazie alla nostra parte inconscia. Nella profondità della nostra psiche c’è qualcosa che registra qualcosa dall’esterno che in seguito viene fuori.Ho scritto molto sul vedere. Il mio primo libro si intitolava Inganno ottico e poi ho scritto delle poesie, ancora inedite, di cui una intitolata L’occhio.Sento molto il concetto del vedere, perché l’immagine passa attraverso la vista e l’occhio e la poesia la reinventa. Non è l’immagine precisa della realtà, diventa un’altra cosa. (Puoi trovare qui l’intervista completa)

Ti racconterò questo e altro ancora a Chiavari il 27 Ottobre 2018 per il Convegno/Laboratorio “La bellezza delle parole”. Il tema del mio speech della mattina e del laboratorio pomeridiano sarà proprio la specificità del linguaggio poetico

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Per partecipare devi iscriverti su Eventbrite. Fino al 10 Ottobre potrai usufruire di una riduzione di prezzo del 22%. E avrai un altro vantaggio: riceverai la Newsletter settimanale “La bellezza delle parole”, con riflessioni e contributi miei e degli altri relatori. Vuoi scaricare il programma? Eccolo qui!

Io ti aspetto!

Donatella

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