In genere le recensioni si scrivono dopo un po’ di tempo dall’uscita del libro ma ho avuto la fortuna di averlo, in versione definitiva, prima che venisse pubblicato. Così ho potuto leggerlo e rileggerlo proprio come piace a me.

E ho scoperto diverse cose. La prima è che è un libro diverso da “La felicità sul comodino”. Diverso anche se in linea di continuità. È diverso perchè in questo libro Alberto parla totalmente in prima persona. Anche le ricerche che cita sono filtrate dalla sua visione del mondo. Se ne “La felicità sul comodino” si poteva capire da dove era partito, in questo libro si capisce dove vuole arrivare. Vuole arrivare a condividere la sua personale filosofia di vita e gli eventi – alcuni abbastanza straordinari – che hanno contribuita a costruirla.

Ho scoperto spiragli personali che non potevo conoscere: sono tutti passaggi chiave per comprendere il suggerimento che Alberto ci offre. Non è, come potrebbe far pensare il titolo, un suggerimento di speranza ma un invito alla fiducia. Invita ad avere fiducia che ogni situazione, anche la più difficile, comporta una possibilità miracolosa.

Non racconta una vita solo in discesa ma racconta come ha affrontato le curve della sua vita. In particolare – in uno dei brani che ho apprezzato di più – racconta come è diventato uomo a 9 anni – e racconta quindi di come è nata la sua filosofia di vita, proprio quella che esprime generosamente nel libro. Non voglio raccontarti l’episodio, che merita davvero di essere letto, ma cito solo le parole finali:

Il mio destino dipendeva da me. E in quel destino non era compresa la mia condizione di bambino, l’incoscienza, il gioco e la spensieratezza rispetto alle cose degli adulti e del mondo. Tornando a casa non dissi nulla ai miei genitori. Sarebbe stato un discorso da bambini. Io ormai ero un uomo di nove anni. Alberto Simone

La mamma è sempre la mamma

I genitori, lo sappiamo, hanno un ruolo centrale: anche in questo libro hanno un ruolo centrale. A volte compaiono come flashback ma ti rendi conto che, invece, il dialogo interiore che Alberto ha avuto con loro è stato fondamentale per lo sviluppo del suo pensiero. Un pensiero positivo, figlio di due genitori fiduciosi al di là delle apparenze. Non c’è critica nel racconto di Alberto, eppure a volte scrive verità scomode. Le racconta con lo sguardo preciso di chi ha visto bene cosa stava succedendo e adesso guarda con la prospettiva della maturità. Uno sguardo sereno. E, in effetti, Alberto è una persona serena che non vende cose che non comprerebbe mai: condivide con sincerità il suo modo di stare nelle cose.

Preghiere per scettici

Qualunque compito – e ne abbiamo sempre tanti – richiede sostegno. Non può basarsi solo sulla nostra capacità, solo sul nostro impegno. È l’onnipotenza che ci fa credere di farcela da soli. È un pensiero magico quello che non ci fa mettere a fuoco quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri. Un pensiero magico che si esprime con il bisogno di essere sempre al centro della scena, in una commedia o tragedia ego-centrata e ego-riferita. È qui che, invece, il libro invita a cambiare prospettiva. Ogni giorno un miracolo infatti non significa alimentare il nostro pensiero magico. Significa qualcosa di diverso, lasciamolo dire a lui:

Ma a me piace pensare ad un mondo regolato da molte forze ed energie e non solo dai miei piani. E personalmente questa consapevolezza mi ha dato un gran sollievo… sapendo che ogni cosa che desidero o il successo di un progetto al quale sto lavorando non dipendono solo da me, mi porta a fare la mia parte al massimo delle mie capacità e possibilità, per poi affidare tutto a qualcosa di più grande di me. Se poi quel progetto si realizza, come era nelle mie speranze, ringrazio sicuramente me stesso, ma non trascuro di essere grato anche al concorso delle infinite concause che lo hanno reso possibile. Non dò nulla per scontato e mi ritrovo immerso nella gratitudine.

Ecco: la gratitudine è la preghiera per scettici che Alberto suggerisce, accompagnata da accettazione e compassione.

Il rischio e il coraggio

Nella vita rischiamo, sempre. Sia consapevolmente che inconsapevolmente. Questo libro rivendica il fatto che alcuni rischi sono opportunità condivise e corre un rischio affermando che abbiamo bisogno di credere. Può essere una spiritualità laica, fuori dall’esperienza di una religione, oppure all’interno di una tradizione religiosa. Pensarci creatori del mondo – anche quando si tratta del nostro mondo – non fa bene. Non fa bene alla nostra salute e non fa bene alla salute del mondo. Ed è questo che mi rende molto caro “Ogni giorno un miracolo“: il rivendicare, con parole da laico, il bisogno di credere. Non è un invito alla religione e nemmeno alla spiritualità: è un invito etico.

Possiamo essere laici, atei e materialisti ma non possiamo abbandonare un atteggiamento etico verso la vita. Quella vita che, ogni giorno, che ne siamo consapevoli o meno, ci offre un mondo assolutamente miracoloso. Un atteggiamento etico è rispondere, con gratitudine, a questi piccoli grandi miracoli.

Buona Pasqua!

© Nicoletta Cinotti 2019

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