Quando siamo in una situazione di stress il nostro organismo – saggiamente – inizia a funzionare in modo più economico. Tutte le risorse devono concorrere alla sopravvivenza e quindi essere disponibili al momento presente.

Per questa ragione le nostre funzioni di programmazione e pianificazione possono bloccarsi, la nostra memoria del futuro essere in stand by.

La memoria del futuro è quella capacità di immaginare la direzione che vorremmo prendere e di prevedere le nostre prossime mosse in quella direzione.

È normale quindi che in questo momento la direzione del nostro futuro non ci appaia così chiara: non avevamo mai vissuto niente di simile – e quindi non possiamo fare ricorso alle esperienze passate – ed essendo sotto stress non riusciamo ad attivare autonomamente la nostra memoria del futuro.

Dobbiamo rinunciare? Direi di no. Rinunciare a pensare in termini di futuro prossimo e remoto è sempre una soluzione a breve scadenza. poi dobbiamo “rianimare” questa funzione. E la rianimiamo proprio come si fa quando si rianima un paziente dopo un blocco respiratorio. Si insiste con il massaggio cardiaco, gli si dà aria e, soprattutto, si crede che possa riprendere. Per rianimare la nostra anima – che ha avuto un blocco da coronavirus e quarantena – il vero massaggio cardiaco è costituito da due cose: scegliere l’ordine di priorità e dedicare i nostri sforzi a qualcosa che possa assorbire, nutrire, coltivare le nostre migliori energie.

Scegliere l’ordine di priorità vuol dire mettere prima le cose che sono più importanti e questi giorni di quarantena ci hanno sicuramente dato un’idea di quello che è più importante per noi.

Dedicare è qualcosa che non facciamo quasi mai eppure è centrale. Vuol dire fare qualcosa per il nostro bene e per il bene condiviso. Perchè le azioni che nascono solo per il nostro bene sono fiacche. Sono sicura che ci sono molte cose che possiamo aver voglia di fare per il bene nostro, delle persone che amiamo, dei nostri figli. Dei nostri dipendenti, se ne abbiamo, dei nostri colleghi. Dedicare è rendere al cuore la generosità che gli appartiene come diritto di nascita. In fondo ogni pianta dedica fiori alla primavera.

La dedica del Piccolo Principe

A Léon Werth. Chiedo scusa ai bambini per aver dedicato questo libro a un adulto. Ho un buon motivo: questo adulto è il migliore amico che ho al mondo. Ho un altro motivo: questo adulto può capire tutto, anche i libri per bambini. Ho un terzo motivo: questo adulto abita in Francia, dove ha fame e freddo. Ha un gran bisogno di essere consolato.

Se tutti questi motivi non bastano, voglio dedicare il libro al bambino che quest’adulto è stato molto tempo fa. Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini. (Ma pochi di loro se lo ricordano). Quindi correggo la dedica: a Léon Werth, quando era bambino. ANTOINE DE SAINT-EXUPERY

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© Nicoletta Cinotti 2020 Back to basics 13

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