In tibetano esiste una parola interessante: ye tang che. Ye significa ” completamente, totalmente” la parte restante significa “esaurito”: Insieme questa parola significa stanco morto oppure completamente esasperato. Descrive un’esperienza di mancanza completa di speranza, di rinuncia completa alla speranza. Si tratta di un punto importante. È l’inizio dell’inizio. Senza rinunciare alla speranza – che possa esistere un posto migliore in cui trovarsi, che noi possiamo essere persone migliori – non ci rilasseremo mai con il luogo in cui siamo o con chi siamo.

Potremmo dire che la parola consapevolezza indichi l’essere un’unica cosa con la nostra esperienza, il non dissociarsi, l’essere proprio in quel posto quando la nostra mano tocca la maniglia della porta o il telefono squilla o nascono sensazioni del genere. La parola consapevolezza definisce l’essere esattamente dove siamo. Ye tang che, tuttavia, non è così facile da assimilare…Pensare che alla fine si riesca a far andare a posto tutto non è realistico…Per smontare i nostri schemi mentali, vecchissimi, abituali e radicati, dobbiamo iniziare a invertire alcuni presupposti fondamentali. Bisogna sbarazzarsi del modo di pensare che ci fa credere che qualcuno, “là fuori” debba essere accusato del nostro dolore. Dobbiamo rinunciare alla speranza che questo modo di pensare ci porti soddisfazione. La sofferenza inizia a dissolversi quando riusciamo a mettere in dubbio la convinzione o la speranza che vi sia un posto in cui nascondersi.

Vorremmo tanto avere una terra affidabile e comoda sotto i piedi…eppure la terra continua a muoversi sotto di noi. È il riconoscimento dell’impermanenza e del cambiamento. Gli insegnamenti si disintegrano quando cerchiamo di afferrarli. Dobbiamo farne esperienza senza speranza. La parola tibetana per speranza è rewa; la parola per paura è dokpa. Più comunemente si usa la parola re-dok che le unisce entrambe. Speranza e paura sono un unico sentimento a due facce. Finché ci sarà l’una ci sarà l’altra…Nel mondo di speranza e paura, dobbiamo sempre cambiare canale, cambiare temperatura, cambiare musica, perché c’è qualcosa che sta diventando scomodo, che comincia a fare male e noi cerchiamo alternative. Speranza e paura provengono dalla sensazione che ci manchi qualcosa: provengono da un senso di povertà. Non riusciamo a rilassarci in noi stessi. Ci aggrappiamo alla speranza e la speranza ci priva del momento presente…brano tratto dal libro di Pema Chodron Se il mondo ti crolla addosso

©www.nicolettacinotti.net per la Rubrica “Addomesticare pensieri selvatici”

 

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!