Di solito vado a camminare da sola perché mi piace seguire il mio passo e così ho scoperto che ci sono molte donne che stanno andando a camminare da sole. Le ho trovate un po’ dovunque. Nei boschi e sulla spiaggia, lungo la strada e nelle creuze. A volte vanno a fare commissioni ma molte volte fanno proprio come me. Camminano da sole per il gusto di seguire il proprio ritmo. Non c’è la paura di essere sole ma la compagnia di quel passo che ti permette di sintonizzarti con le tue necessità. Ecco, andare con il proprio passo è qualcosa che ho imparato negli anni. Per tanto tempo ho corso, o meglio rincorso, gli altri. Poi ho iniziato a cercare il ritmo con mio marito. A volte, quando andavamo a camminare insieme scherzavo e gli dicevo che faccio come i cani che corrono avanti e poi ritornano indietro, dal padrone. e noi abbiamo sempre avuto due ritmi diversi. Adesso camminiamo in fila indiana. Io davanti e lui vent’anni indietro. I vent’anni della nostra differenza d’età.

Questo andare del proprio passo è qualcosa che mi sono guadagnata e che ho imparato dagli elefanti. Non è possibile far cambiare passo ad un elefante.

In India l’elefante ha una divinità, Ganesh, dicono che sia propizio agli inizi e che rimuova tutti gli ostacoli. Non li rimuove con le zampe ma con la proboscide che è un lungo naso saldato con il labbro superiore.Per gli indiani rappresenta la capacità di discriminazione tra reale e irreale e le sue grandi orecchie sono frutto della capacità di ascoltare. Anch’io spesso vado a naso ed è l’intuizione che mi permette di rimuovere gli ostacoli. Quel pensiero laterale che sorge quando lascio lavorare insieme la mente e il cuore. Per rimuovere gli ostacoli ci vuole coraggio. Un coraggio che nasce dal sapere che si ha paura ma rimanere insieme a quella paura. Anche per camminare da sole ci vuole coraggio. Può succedere di tutto e allora sai che il tuo cammino è disegnato dalla compagnia con la paura. Hai paura ma vai avanti e sai che gli ostacoli non si rimuovono in un istante ma richiede impegno e determinazione rimuovere un ostacolo.

Ganesh ha una zanna sola perchè sceglie la non dualità. Va al di là della contrapposizione tra bene e male, sa che bene e male sono le due facce della stessa medaglia e che la differenza la fa la qualità che scegliamo di coltivare. Ma soprattutto mi piacciono gli elefanti perché ci insegnano che ognuno di noi ha, dentro di sé, una saggezza a cui rivolgersi, un piccolo Buddha che sta nella nostra pancia.

Un elefante ha, di norma, due zanne. Anche la mente propone spesso due alternative: quella buona e quella cattiva, l’eccellente e l’espediente, il fatto e la fantasia che la porta fuori strada. Per fare qualsiasi cosa, la mente deve comunque diventare determinata. La testa di elefante del Signore Ganesha ha quindi una sola zanna per cui Egli è chiamato “Ekadantha”, che significa “Colui che ha una sola zanna”, per ricordare ad ognuno che si deve possedere la determinazione mentale. Satya Sai Baba

Ti presento così il mio ultimo programma, un programma per guardare lontano, un programma per elefanti coraggiosi

Un programma per elefanti coraggiosi

© Nicoletta Cinotti 2021

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