Ci sono difficoltà della nostra vita che ci troviamo ad affrontare come compiti indesiderati. Accadono, li incontriamo e troviamo qualche modo per andare oltre. In qualche modo sono prove che non abbiamo scelto: inevitabili sorprese.

Poi ci sono difficoltà che, invece, costruiamo noi, giorno dopo giorno, alimentate dalle nostre illusioni. E le difficoltà alimentate dalle illusioni sono molte e molto dolorose perché si accompagna ad un senso di tradimento e fallimento radicale. Credevamo che le cose stessero in un modo e, invece sono tutt’altro. Lo stordimento può essere enorme. Eppure è un problema che abbiamo costruito noi, spesso con molta determinazione.

Cos’è che fa costruire illusioni?

Il primo aspetto è la forza del pensiero. I pensieri, lo sappiamo, non sono fatti ma hanno una forza di credibilità e un impulso all’azione molto alto. In alcuni casi altissimo. Crediamo ai nostri pensieri come se fossero una religione e li alimentiamo con le sensazioni che il pensiero stesso è in grado di produrre. Se fossimo attenti ci accorgemmo che quelle sensazioni sono prodotte dai pensieri e non sono una risposta alla realtà ma siccome confermano quello che pensiamo preferiamo credergli. A volte ciecamente. Mai tentare di distruggere l’illusione di un altro: si ribellerebbe come se avessi attaccato ciò che ha di più caro.

E questo è il secondo aspetto dell’illusione: l’illusione ha sempre un  complice e moltissimi nemici. Tutti quelli che vorrebbero rompere l’illusione diventano nemici. Eppure l’illusione è sostenibile solo se ha dei complici. Persone che la condividono. Possiamo riconoscere che quella solidarietà è illusoria perché vive e si definisce contro qualcosa o qualcuno.

Infine l’illusione ha sempre un aspetto di fuga. Fuga dalla realtà o da qualche frammento della realtà della nostra vita che rimandiamo di affrontare. Ecco perché è tanto pericoloso rimandare, procrastinare. Non solo perché fa spreco del tempo della nostra vita ma anche, e soprattutto perché apre il varco alla potenza delle nostre illusioni.

Così ricordarsi che i pensieri non sono fatti per me è diventato una specie di mantra. Me lo ripeto ogni volta che rimango affascinata dalla bellezza delle mie sfolgoranti idee. Le metto in controluce con il corpo e, spesso, rimangono solo pulviscolo di stelle.

Ogni atto di coraggio implica il varcare una soglia. Siamo spesso posti dinanzi a una scelta: entrare nell’edificio in fiamme oppure no; dire la verità oppure no; ergerci dinanzi a noi stessi senza illusioni, oppure no. Mark Nepo

Pratica del giorno: Grounding

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale foto di © LivornoQueen

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