Penso che capiti a tutti di essere tormentati da un pensiero. Un pensiero che acquista una sua solidità: ci sembra che, oltre che essere vero, sia sempre stato così e sarà sempre così.

A dispetto di questa convinzione facciamo di tutto per rifiutare questa idea: lottiamo, evitiamo, ci sforziamo di cambiare, meditiamo, pratichiamo e facciamo ogni sorta di tentativo, dalle vacanze ai massaggi

E lui rimane lì; sempre troppo solido, a rimandarci un’immagine di noi sempre uguale a se stessi. Pronti a scoraggiarci perché tutto torna – prima o poi – a ri-succedere.

Ma cos’è che rende solidi i nostri pensieri? Cos’è che li trasforma in un tormento, loro che dovrebbero essere leggeri come l’aria? Ampi come il cielo, liberi come solo la mente  sa esserlo?

Risposta semplice: sono le emozioni che, infilandosi nella nostra mente, solidificano i nostri pensieri. Emozioni che non scorrono via, perché le contrazioni del corpo le trattengono.

La cura è altrettanto semplice: riconoscere le emozioni che si insinuano nei pensieri, nominarle, esplorarle senza entrare nella storia che hanno costruito ma dimorando solo nella percezione.

Così, liberi, potremo finalmente assaporare cosa significa essere consapevoli. Dimorare in se stessi e nella consapevolezza.

Dimorare veramente in una emozione significa che la consapevolezza diventa un contenitore più grande. Ezra Bayda

Pratica di mindfulness: Lavorare con le emozioni

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©♦♠ Jolly Joker ♣♥

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