Ti lascio libera, mia bellissima e terribile paura.
Ti lascio libera. Eri la mia amata
e odiata gemella, ma ora, non ti riconosco
come me stessa. Ti lascio libera con tutto il
dolore che avrei provato alla morte
dei miei figli.
Tu non sei più il mio sangue.
Ti consegno a quei soldati
che hanno bruciato la mia casa, che hanno decapitato i miei figli
e che hanno violentato i miei fratelli e le mie sorelle.
Ti consegno a quelli che rubavano
il cibo dai nostri piatti quando stavamo morendo di fame,
ti lascio libera, paura, che mi fai vedere
queste scene, a me che sono nata con occhi
che non si chiudono mai.
Ti lascio libera
Ti lascio libera
Ti lascio libera
Ti lascio libera
Non ho paura di essere arrabbiata.
Non ho paura di essere felice.
Non ho paura di essere nera.
Non ho paura di essere bianca.
Non ho paura di aver fame.
Non ho paura di essere piena.
Non ho paura di essere odiata.
Non ho paura di essere amata.
Di essere amata, amata, paura.
Tu mi hai tenuta legata, e io ti ho dato il guinzaglio.
Tu mi hai bruciato e io ti ho dato il coltello.
Tu mi hai divorato e io sono entrata nel fuoco.
Prendo indietro me stessa, paura.
Non sei più la mia ombra.
Non ti terrò più nelle mie mani.
Non puoi più vivere nei miei occhi, nelle mie orecchie, nella mia voce,
nella mia pancia, nel mio cuore,
mio cuore, mio cuore.
Vieni qui, paura,
io sono viva e tu hai tanta paura
di morire.©JOY HARJO
Traduzione di Stefanie Golisch

Opere tradotte

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