Immagina di essere in canoa e di percorrere le acque di un fiume. Ad un certo punto succede qualcosa per cui la canoa si rovescia e finisci in acqua. Un tronco ha urtato la tua canoa e sei in ammollo.

Immagina adesso la stessa situazione, sei in canoa e qualcuno la fa rovesciare, con l’intenzione deliberata di farti andare in acqua. Il risultato è lo stesso. Sei bagnato e devi risalire. La reazione probabilmente è molto diversa.

Nel primo caso possiamo arrabbiarci con la fatalità ma lo consideriamo, in fondo, uno degli eventi possibili. Nel secondo caso, il fatto che sia stato un evento deliberato ci suscita rabbia, una rabbia che passa molto più faticosamente perchè la prendiamo sul personale. Una parte delle nostre energie si sposta dall’attenzione al fatto che siamo bagnati, alla reazione riguardante il fatto che qualcuno ci ha voluto far bagnare.

Non saremo tanto occupati ad asciugarci ma saremo catturati dal fatto che qualcuno sia stato contro di noi. Giusto o sbagliato che sia siamo più attratti da questo che dalle conseguenze del bagno inaspettato. Succede così molte volte: se quello che accade sembra essere deliberatamente contro di noi è molto più difficile lasciarlo andare. Prenderla in maniera personale complica le cose e sposta l’attenzione dalla riparazione alla paranoia. Perchè molto spesso non è vero che quello che accade sia deliberatamente contro di noi: è solo la nostra paura che ce lo fa percepire così. E la conseguenza – paradossale – è che siamo molti più trascuranti nei nostri confronti se riteniamo che il danno sia stato provocato da altri. Come se avessero loro l’obbligo di consolarci e non noi stessi. La responsabilità del nostro benessere ci appartiene e quello che riceviamo dagli altri è un corredo di grande arricchimento ma non sono gli altri i responsabili della nostra felicità.

Gioia e dolore si alternano perchè nella vita è inevitabile provare entrambe e durano tanto quanto ci rimaniamo aggrappati. Se stiamo aggrappati al dolore nel vano sforzo di protestare per quanto è successo, quel dolore dura molto più a lungo.

Non cercare il colpevole del tuo dolore, della tua difficoltà: metti le tue energie nella consolazione. Se qualcuno voleva davvero farti del male, gli dimostrerai così che non c’è riuscito.

È importante comprendere che la felicità non dipende dal fatto che le circostanze esterne siano esattamente come le desideriamo. O dal fatto di essere esattamente come vorremmo. La felicità deriva, piuttosto dal fatto di amare noi stessi e accogliere la nostra vita così com’è, sapendo che gioia e dolore, forza e debolezza, successi e fallimenti sono esperienze inevitabili della vita. Kristin Neff

Pratica di mindfulness: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2018 La cura del silenzio Photo by Julien Lanoy on Unsplash

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!