Tutte le emozioni sono contagiose, siamo mammiferi proprio perchè, guardando un nostro simile, riusciamo ad avere una risonanza di quello che sta provando emotivamente. Ma niente più dell’ansia trasforma questo contagio in uno schema di risposta. Basta osservare quello che fanno i genitori quando i loro bambini diventano esplorativi. L’esplorazione, si sa, richiede un po’ di tolleranza del rischio. Se non tolleriamo il rischio riduciamo anche la possibilità di esplorazione ma c’è un periodo, detto della sperimentazione, in cui essere curiosi è vitale per la nostra crescita. È in quel periodo che si capisce che ruolo avrà l’ansia nel futuro di una persona.

Se tutti i tentativi di esplorazione suscitano una forte attivazione e una rapida reattività nei genitori è molto probabile che, alla fine, riusciranno a convincere il bambino o la bambina in questione, del fatto che il mondo è un luogo pericoloso. In questo senso iniziamo subito a fare una differenza di genere considerando con maggiore tolleranza la curiosità maschile piuttosto che quella femminile, Senza accorgersene i genitori concedono più distanza fisica ai maschi che alle femmine e hanno una diversa percezione del pericolo nei confronti dei bambini rispetto alle bambine. Una volta adulti questo si tradurrà in una diversa qualità di ansia per gli uomini piuttosto che per le donne: gli uomini hanno più ansia da prestazione delle donne ma tendono a prepararsi meno mentre le donne si preparano molto come modo per ridurre l’ansia da prestazione. Le donne sono ansiose verso l’imprevisto e se guardate ai sobbalzi che fanno le madri quando si mettono in pericolo capite subito perché le donne non amano l’imprevisto.

C’è un’altra ragione per cui finiamo per essere contagiati dall’ansia dei nostri genitori: è legata a come ci confortano quando ci spaventiamo. A volte vedo genitori più spaventati dei bambini che tentano di confortare. Un bel modo per ricordargli che il pericolo è dietro ogni angolo. Un bel modo per alimentare l’ampia platea di ansia che aspetta ogni adulto dall’adolescenza in poi. Calmiamoci: è il miglior ansiolitico del mondo. facciamolo con il corpo: è più rapido che farlo con la mente: mettiamo una mano sul cuore, usiamo un tono gentile con noi stessi, ricordiamoci che l’ansia è l’emozione che proviamo in via anticipatoria. Riduciamo la nostra previsione del futuro: non siamo maghi, siamo solo ansiosi. Prometeo, oltre al fuoco ci ha regalato anche la preoccupazione!

In Prometeo è stata personificata in modo peculiare la previdenza umana, il pensiero rivolto al giorno avvenire, che l’uomo ha come vantaggio sull’animale. Appunto perciò Prometeo possiede il dono della profezia: esso significa la capacità della prudente previdenza.
Perciò anche egli dona all’uomo l’uso del fuoco, che nessun animale possiede, e pone le fondamenta alle arti della vita. Ma questo privilegio della previdenza l’uomo deve scontarlo con la tortura senza tregua della preoccupazione, che parimenti nessun animale conosce: essa è l’avvoltoio che rode il fegato dell’incatenato Prometeo.Arthur Schopenhauer

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2021 Il programma di Mindful Self-compassion

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