Quando parliamo di felicità dobbiamo subito sgombrare il campo da uno degli equivoci più diffusi: l’ansia è un tratto di personalità o un’emozione che può sorgere in qualsiasi momento?

Poiché la felicità rientra tra le emozioni possiamo dire che ci sono persone che sono più propense ad essere felici di altre perchè hanno un buon modo di affrontare le situazioni. Tutti però abbiamo la possibilità di provare momenti di intensa felicità, che sono stati emotivi transitori. Proviamo allora a disegnare quali sono gli elementi che ci permettono di essere più propensi a provare felicità. Ricordati però che questo è un test nato per conoscerti e non per valutarti ( e conoscersi è un buon modo per imparare ad essere felici!)

Essere realistici rispetto alla felicità

Uno degli ostacoli alla felicità è un esagerato ottimismo. Come? Pensavo che essere ottimisti fosse una caratteristica delle persone felici! Sì, è vero che essere ottimista è una caratteristica delle persone felici però avere aspettative esageratamente ottimistiche su quello che accadrà espone a delusioni e porta a costruire un’immagine negativa di sé come incapace di ottenere la felicità.

Quindi la prima domanda che dovresti farti è:

  • Le mie aspettative sono realistiche? Da 1 (non sono realista) a 5 (sono molto realista), che voto ti daresti?

I cerchi del cuore

Le nostre relazioni sono importanti per la qualità della nostra vita. Abbiamo diversi livelli di intimità relazionale, come impariamo nelle pratiche di mindfulness, ogni livello ha una diversa caratteristica.

  • Hai una buona relazione con un partner? Da 1 (faccio fatica ad avere una relazione stabile) 2 (ho una relazione conflittuale) 3 e 4 (Ho una relazione stabile ma difficile) a 5 (Ho una relazione stabile e soddisfacente)
  • Hai una buona relazione con i tuoi familiari? Da 1 (ho relazioni difficili) a 5 (la mia famiglia è un luogo sicuro), che voto ti daresti?
  • Sei disponibile nei confronti degli estranei e degli sconosciuti? Da 1 (sono diffidente e chiuso rispetto alle persone estranee) a 5 (sono aperto e amichevole), che voto ti daresti?
  • Hai attività sociali e di volontariato gratuite? Da 1 (mai fatto volontariato e non sono interessato) a 5 (dedico regolarmente del tempo ad attività gratuite a favore degli altri, che voto ti daresti?

Non avere scheletri nell’armadio

Ci sono alcune emozioni che sono antagoniste della felicità. Nutrire sensi di colpa, avere inquietudine rispetto a possibili eventi futuri, non riuscire a lasciar andare vecchi fallimenti, insuccessi o ferite sono tutti sentimenti che, a lungo andare, finiscono per appesantire il nostro umore e renderlo inadatto ad un sentimento delicato come quello della felicità.

Il secondo gruppo di domande è:

  • Quanto sono disponibile a lasciar andare passati fallimenti? Da 1 (non lascio andare) a 5 (riesco a lasciar andare con semplicità), che voto ti daresti?
  • Quanto spesso provo senso di colpa per ragioni concrete o per scrupoli? Da 1 (molto spesso provo senso di colpa) a 5 (non ho senso di colpa che duri oltre il necessario per la riparazione)
  • Quanto mi è difficile perdonare i torti subiti? Da 1 (molto difficile) a 5 (possibile perdonare e dimenticare), che voto ti daresti?

Poche cose ma chiare

La chiarezza percettiva è un elemento base della soddisfazione e la soddisfazione è una base sulla quale si appoggia la nostra sensazione di felicità. Così sapere cosa sentiamo, riuscire a riconoscerlo e nominarlo, avere un obiettivo chiaro, una chiarezza di intenzioni è un elemento fondamentale della nostra propensione ad essere felici

Il terzo gruppo di domande è:

  • Riesci a riconoscere con chiarezza i tuoi stati emotivi e a dare un nome a quello che senti? Da 1 (non mi è affatto chiaro quello che sento) a 5 (riesco a riconoscere e nominare quello che provo), che voto ti daresti?
  • Riesci a distinguere tra sensazioni fisiche e sensazioni emotive? Per esempio sai distinguere tra nausea da ansia e nausea da mal di stomaco? Da 1 (non riesco a distinguere se mi sento male fisicamente o emotivamente) a 5 (riesco a distinguere le sensazioni e a descriverle con chiarezza), che voto ti daresti?
  • Riesci ad esprimere con parole chiare quello che provi? Da 1 (ho la sensazione di non riuscire ad esprimermi) a 5 (riesco a comunicare facilmente), che voto ti daresti?

La chiave per scoprire la felicità è apprezzarla nei piccoli momenti come nei grandi eventi.

Obiettivi ed intenzioni

La chiarezza e la memoria del futuro intesa come capacità di dare una direzione alle proprie azioni che vada al di là dell’immediato presente ci permette di acquisire un senso di serenità rispetto al processo della nostra vita. Abbiamo bisogno di coltivare intenzioni ed obiettivi e bisogno di saperli lasciar andare quando la vita non li rende realizzabili.

Ecco il quarto gruppo di domande:

  • Hai una intenzione chiara per le tue giornate? Da 1 (ho la sensazione di vagare) a 5 (mi sveglio con un’idea chiara in mente e mi muovo in quella direzione), che voto ti daresti?
  • Hai una intenzione chiara per i prossimi 6 mesi? Da 1 (non lo so) a 5 (la mia intenzione è chiara e ho fiducia nella possibilità di realizzarla), che voto ti daresti?
  • Sai lavorare per raggiungere un obiettivo in modo pratico ed efficace Da 1 (ho la sensazione di non riuscire ad esprimermi) a 5 (riesco a comunicare facilmente), che voto ti daresti?
  • Tolleri i fallimenti? Da 1 (confermano la mia nullità a 5 (imparo dai fallimenti e li uso per riprogrammare il futuro), che voto ti daresti?

Consolare ed essere generosi

La felicità non è una emozione personale ed esclusiva. Le persone molto egoiste non sono più felici degli altri: spesso sono le più infelici. Per coltivare la felicità abbiamo bisogno di saperci consolare e di saper consolare gli altri. Abbiamo bisogno di dare attenzione a noi stessi e di essere generosi verso gli altri. Questo apre il cuore e la mente e ci toglie da una prospettiva troppo egocentrica che rischia di trasformarci in persone incapaci di cogliere l’aspetto non personale del dolore (detto in altre parole il dolore fa parte della vita e non ci capita perchè il mondo è contro di noi)

  • Sono in grado di provare compassione per le mie infelicità e sono in grado di consolarmi.  Da 1 (quando sto male o ho un  problema sono arrabbiato con me stesso) a 5 (provo compassione per le mie difficoltà e sono in grado di confrotarmi), che voto ti daresti?
  • Provo compassione per le difficoltà altrui e sono disponibile a dare sostegno e aiuto.  Da 1 (non so aiutare gli altri e mi danno fastidio con le loro necessità) a 5 (sono disponibile verso gli altri e aiutarli mi dà piacere e soddisfazione), che voto ti daresti?
  • Sono generoso e capace di condividere.  Da 1 (non ho abbastanza per me e non posso dare niente agli altri) a 5 (la generosità – in azioni, contatto, vicinanza e atti concreti – fa parte del mio stile di vita), che voto ti daresti?

Considera questo test come uno strumento di riflessione. le domande – suddivise in gruppi tematici – ti permettono di comprendere su quali aspetti hai più bisogno di lavorare. Hai fatto un punteggio basso in una di queste aree? Niente paura: questi saranno gli argomenti che tratterò in questa estate dedicata a coltivare la felicità!

© Nicoletta Cinotti 2018

Photo by Lucas Silva Pinheiro Santos on Unsplash

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